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Puglia, il progetto Valore acqua rigenera la Murgia e protegge la falda

Una vasca di accumulo e le condotte irrigue in campagna: l’immagine richiama gli interventi per ridurre lo stress idrico in Puglia.

Heineken Italia e Arif hanno avviato oggi a Massafra, in provincia di Taranto, il progetto Valore Acqua per proteggere la falda acquifera della Murgia e ridurre lo stress idrico che pesa sulla Puglia, in un territorio dove agricoltura, attività produttive e cambiamento climatico stanno rendendo più fragile la disponibilità di acqua. L’iniziativa, promossa insieme all’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, punta a recuperare infrastrutture già presenti e a usare acque superficiali oggi non sfruttate, così da alleggerire i prelievi dal sottosuolo. Un intervento concreto, spiegano i promotori, in una regione in cui le riserve negli invasi sono scese sotto il 50% della media dell’ultimo decennio.

Valore Acqua, il progetto per la falda della Murgia

Il progetto Valore Acqua nasce nell’area di Massafra, dove si trova uno dei quattro birrifici italiani del Gruppo Heineken Italia, e interviene su una delle riserve più delicate del territorio: la falda carsica della Murgia. L’obiettivo è ridurre la pressione su questa risorsa, utilizzata per usi agricoli, produttivi e civili, attraverso un nuovo sistema di distribuzione di acque superficiali destinate alle campagne.

Il contesto, del resto, è noto agli amministratori locali e agli operatori agricoli. L’Italia è tra i Paesi europei più esposti allo stress idrico e, negli ultimi decenni, la disponibilità di acqua si è ridotta di circa il 20% per effetto del cambiamento climatico. In Puglia, dove estati più lunghe e piogge irregolari hanno cambiato il calendario delle colture, il tema non è più percepito come un’emergenza lontana. “La gestione sostenibile della risorsa idrica rappresenta una delle sfide più importanti per la nostra regione”, ha affermato Francesco Sisci, direttore generale di Arif.

La vasca da 10 mila metri cubi e l’acqua dal Bradano

Il cuore dell’intervento è il recupero di una vasca di accumulo da 10.000 metri cubi, oggi inutilizzata, che sarà alimentata da acque superficiali provenienti dal sistema collegato al fiume Bradano e alla diga di San Giuliano, in Basilicata. Una volta riattivata, la struttura servirà l’area agricola di Contrada Borgo Perrone, consentendo agli agricoltori di attingere a una fonte alternativa rispetto alla falda.

La scelta, spiegano da Heineken e Arif, è stata quella di valorizzare ciò che già esiste, senza partire da zero. Meno cantieri invasivi, più manutenzione mirata. Solo allora il sistema potrà contribuire a ridurre i prelievi dal sottosuolo, limitando anche il rischio di intrusione salina, un fenomeno che può compromettere qualità dell’acqua e fertilità dei terreni. Il completamento dell’intervento è previsto entro il primo trimestre del 2028, seguito dalla fase di collaudo e certificazione.

Heineken: consumi idrici ridotti del 60% dal 2010

Per Heineken Italia, l’iniziativa rientra in un percorso avviato da anni sulla gestione dell’acqua nei processi produttivi. Dal 2010, secondo i dati diffusi dall’azienda, il Gruppo ha ridotto del 60% il consumo idrico per ettolitro di birra prodotto, passando da 7 litri d’acqua per un litro di birra a 2,9 litri. Un dato industriale, certo, ma anche un segnale della direzione presa.

“La sostenibilità è una leva strategica che orienta il nostro modo di fare impresa e di creare valore nel lungo periodo”, ha dichiarato Alexander Koch, amministratore delegato di Heineken Italia. Koch ha spiegato che la tutela dell’acqua “va oltre i confini dei birrifici” e richiede collaborazione tra imprese, istituzioni e territori. Parole misurate, pronunciate in un passaggio in cui l’azienda rivendica un ruolo non solo produttivo ma anche territoriale. “Con Valore Acqua vogliamo contribuire a costruire una maggiore resilienza dei territori in cui operiamo”, ha aggiunto.

Risparmio stimato di 318 mila metri cubi l’anno

Secondo le stime comunicate dai promotori, il beneficio idrico generato dal progetto sarà pari a 318.000 metri cubi d’acqua all’anno, equivalenti a quasi 130 piscine olimpioniche. Si tratta di acqua che non sarà più prelevata dalla falda della Murgia, grazie alla sostituzione di parte dei prelievi con risorsa superficiale già disponibile e finora non utilizzata. Un numero che, sul territorio, può fare la differenza soprattutto nei mesi più secchi.

“L’obiettivo è accrescere la disponibilità complessiva dell’acqua a livello territoriale, generando un beneficio condiviso per comunità, agricoltura ed ecosistemi”, ha spiegato Leo Gasparri, Sustainability Manager di Heineken Italia. Anche Arif guarda al progetto come a un possibile modello. Sisci ha parlato di interventi capaci di “valorizzare le infrastrutture esistenti” e favorire un uso più efficiente della risorsa. La prova, adesso, sarà sul campo: nei tempi del cantiere, nella tenuta tecnica dell’impianto e nella capacità di Valore Acqua di diventare un’esperienza replicabile in altri territori italiani alle prese con scarsità idrica e nuove pressioni climatiche.

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