Allergia al cibo
Le intolleranze alimentari e le allergie sono reazioni avverse al cibo, ossia manifestazioni legate all’ingestione di uno o di un intero gruppo di alimenti.
La classificazione di questi disturbi prevede, secondo l’European Academy of Allergology and Clinical Immunology, una prima distinzione tra reazioni tossiche e non: le reazioni tossiche sono gli avvelenamenti, un caso tipico potrebbe essere quello da funghi non commestibili, mentre le reazioni non tossiche sono appunto le allergie e le intolleranze.
I sintomi tra le reazioni non tossiche non sono poi così diversi, a parte il grave shock che solo una allergia può causare.
Dairy products on wooden table via Shutterstock
In base alle descrizioni accettate dal Ministero della Salute, condivise anche dall’American Academy of Allergy Asthma and Immunology, l’allergia alimentare è:
Una reazione immunitaria causata dall’ingestione di uno specifico alimento (o di alcune sostanze contenute in esso). Tale reazione si esprime al primo contatto attraverso la formazione di anticorpi specifici, IgE. […] In occasione di una successiva esposizione si libera istamina: la principale responsabile dei sintomi caratteristici di tutte le reazioni allergiche.
Il 90% delle reazioni allergiche è causato solo da 8 alimenti:
I sintomi sono in genere piuttosto aspecifici, non correlati con il tipo di cibo ma si manifestano subito dopo il pasto: congestione nasale, difficoltà a respirare, tosse, gonfiore alla bocca, alla lingua o al viso, prurito, eruzioni cutanee, crampi alla pancia, nausea e vomito fino al grave shock anafilattico.
[BANNER_CODE]L’intolleranza, invece, non coinvolge il sistema immunitario ed è:
Una reazione indesiderata del nostro organismo scatenata dall’assunzione di uno o più alimenti.
Per una maggiore precisione e comprensione è utile approfondire la definizione di intolleranza, perché può essere di 2 tipi diversi.
I sintomi delle intolleranze, enzimatiche o farmacologiche, possono manifestarsi anche diverse ore dopo il consumo dell’alimento responsabile.
Abdominal Pain In A Woman via Shutterstock
La presenza o meno di una specifica risposta immunitaria a un cibo non è l’unico fattore che differenzia le reazioni avverse: cambia molto anche l’approccio all’alimentazione.
Chi ha una conclamata allergia a un alimento deve eliminarlo dalla dieta e deve prestare la massima attenzione anche nella lettura delle etichette: i sintomi dell’allergia, e addirittura il temuto shock anafilattico, possono essere causati da quantità davvero minime. A questo proposito, ecco alcuni esempi: il latte potrebbe essere contenuto nei ripieni di ravioli o tortellini o nel prosciutto cotto, le arachidi e le noci sono presenti anche in comuni liquori o snack. Già dal 1999 un decreto del Presidente della Repubblica impone alle aziende di scrivere etichette chiare e complete con l’indicazione dei possibili allergeni contenuti, anche come contaminanti (uovo, arachidi, soia).
Nei soggetti intolleranti, invece, i sintomi in genere dose-dipendenti e spesso piccole quantità dell’alimento non causano alcun problema. Questa considerazione non è valida per chi soffre di celiachia.