All Rights ReservedView Non-AMP Version
Greenstyle.it

Dieta sana in Italia, lo studio sui costi mensili: oltre 200 euro e forti divari tra stagioni e territori

Dieta sana in Italia, lo studio sui costi mensili: oltre 200 euro e forti divari tra stagioni e territori

Seguire una dieta sana in Italia può costare più di 200 euro al mese, ma il punto vero è che questa cifra non è uguale dappertutto e non resta ferma durante l’anno.

Uno studio firmato da ricercatori delle università di Pisa, della Tuscia e Roma Tor Vergata mostra infatti che il prezzo di un’alimentazione equilibrata cambia in base all’età, alla stagione e alla zona del Paese, con differenze che pesano soprattutto su chi ha meno margine di spesa.

Come è stata calcolata la spesa: 326.721 prezzi, 167 alimenti e cinque panieri tipo

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Quality & Quantity, ha provato a dare una risposta a una domanda molto semplice: quanto costa davvero mangiare bene, seguendo un modello vicino alla dieta mediterranea. Per farlo sono stati esaminati 326.721 prezzi relativi a 167 prodotti alimentari in 107 province italiane, usando i dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel periodo tra agosto 2021 e marzo 2024. I ricercatori hanno messo a punto cinque panieri alimentari tipo, pensati per uomini adulti, donne adulte, adolescenti, bambini piccoli e anziani, adattando quantità e frequenze di consumo alle diverse esigenze nutrizionali. Nei panieri compaiono più spesso cereali integrali, legumi, frutta, verdura, yogurt, frutta secca, pesce e olio extravergine d’oliva. Più limitati, invece, carni lavorate, prodotti raffinati e cibi ad alto indice glicemico. L’obiettivo non era calcolare una spesa qualsiasi al supermercato, ma stimare il costo minimo, medio e massimo necessario per seguire un’alimentazione considerata sana e sostenibile, con un metodo il più possibile vicino ai consumi reali.

Primavera ed estate fanno salire il conto: quanto cambia il costo mese per mese

Dai risultati emerge un dato chiaro: il conto tende a salire nei mesi caldi, con una sola eccezione, quella dei bambini piccoli. Il paniere più pesante è quello degli uomini adulti, che in primavera e in estate supera in modo stabile i 200 euro mensili, mentre nei mesi freddi si ferma attorno a 150-160 euro verso la fine del periodo osservato. Per le donne adulte si passa da circa 130 euro in autunno e inverno fino a 208 euro nei mesi più caldi. Gli anziani restano in una fascia intermedia, con valori intorno ai 120 euro nei mesi freddi e fino a 160-170 euro in quelli caldi. Per gli adolescenti il costo medio sale da circa 65-78 euro in inverno a 109-131 euro tra primavera ed estate. Diverso, invece, il caso dei bambini piccoli: qui il paniere costa di più nei mesi freddi, da circa 65 a 79 euro, e meno in quelli caldi, tra 49 e 62 euro. Nel complesso, tutti i panieri segnano un aumento nel triennio vicino o superiore al 20 per cento. Per le famiglie il significato è molto concreto: mangiare bene non è soltanto una scelta culturale o organizzativa, ma sempre più spesso una questione di accessibilità economica, che può diventare critica quando i prezzi salgono e il reddito non cresce allo stesso passo.

Nord e Sud, prezzi diversi per la stessa dieta mediterranea

Lo studio mette in fila anche differenze territoriali nette. I prezzi medi e massimi dei panieri risultano più alti nelle province del Nord, mentre i prezzi minimi, cioè la soglia teoricamente più bassa per seguire quella dieta, sono spesso più elevati al Sud. È un dato meno scontato di quanto sembri, ma molto significativo: vuol dire che in alcune aree meridionali trovare l’opzione più economica per comporre un paniere sano può essere più difficile. Tra le spiegazioni indicate dai ricercatori c’è la minore presenza della grande distribuzione organizzata in alcune zone del Sud, dove una concorrenza più debole può ridurre le occasioni di acquisto a prezzi bassi. Il nodo, quindi, non riguarda solo il costo medio del cibo, ma la possibilità concreta di accedere a un’alimentazione equilibrata senza tagliare altre spese essenziali. Ed è qui che la ricerca allarga il campo oltre il carrello della spesa: se la dieta sana resta diseguale nello spazio e nel tempo, servono strumenti di monitoraggio e politiche mirate alle fasce più esposte, perché la qualità dell’alimentazione finisce per misurare anche quella dell’equità sociale.

Published by
Antonio Bastianelli
  • Disclaimer
  • Privacy policy
  • Redazione
All Rights ReservedView Non-AMP Version