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Che cos’è la biodegradabilità e perché non tutte le etichette “eco” lo sono davvero

La biodegradabilità si riferisce alla capacità di una sostanza di essere decomposta naturalmente da microrganismi come batteri e funghi, trasformandosi in acqua, anidride carbonica e compost.

Questo processo dipende da vari fattori, come le proprietà chimiche del materiale, la disponibilità di microrganismi, l’umidità e la temperatura.

Materiali biodegradabili devono essere in grado di degradarsi completamente in condizioni ambientali naturali entro un time frame accettabile, il quale, però, non è universalmente definito e può variare basandosi su normative locali e strutture industriali.

L’impatto ambientale delle sostanze biodegradabili

Nonostante i materiali biodegradabili siano considerati più sostenibili, il loro impatto ambientale può variare.

Una degradazione rapida riduce l’accu mulo di rifiuti, ma processi di degradazione incontrollati possono portare a emissioni di metano, un potente gas serra, specialmente in condizioni anaerobiche tipiche delle discariche.

Pertanto, capire il contesto di degradazione è fondamentale per valutare l’effettiva sostenibilità di un prodotto biodegradabile.

Etichette “eco”: una panoramica critica

Le etichette ‘eco’ sono spesso usate per attirare i consumatori coscienti dell’ambiente, ma non sempre indicano una vera sostenibilità.

Alcuni prodotti etichettati come ‘biodegradabili’ potrebbero degradarsi solo in condizioni specifiche non sempre presenti nell’ambiente naturale, o potrebbero lasciare residui tossici.

Per questo, è essenziale che i consumatori scrutino le affermazioni delle etichette e le verifichino attraverso fonti affidabili e certificazioni indipendenti.

Come distinguere le etichette realmente sostenibili

Per distinguere le etichette veramente sostenibili, è importante cercare certificazioni riconosciute che validino le affermazioni di biodegradabilità.

Organizzazioni come il Compost Manufacturing Alliance e il Biodegradable Products Institute offrono sigilli di approvazione basati su criteri rigorosi e standard chiari.

Leggere attentamente le etichette, capire i termini utilizzati, e possibilmente consultare il sito del produttore per maggiori dettagli sono passaggi cruciali.

Normative e certificazioni: cosa considerare

A livello globale, esistono diverse normative che definiscono e regolamentano la biodegradabilità.

In UE, ad esempio, il regolamento UE 13432 richiede che un prodotto debba decomporrsi nell’85% in 6 mesi per essere considerato compostabile.

Gli standard aiutano a garantire che solo i prodotti che rispettano certe soglie di degradazione possano fregiarsi delle etichette ‘eco’ e ‘compostabile’.

Tuttavia, la presenza di una certificazione non garantisce sempre la sostenibilità complessiva dell’approccio produttivo.

Educare il consumatore: la chiave per l’eco-sostenibilità

Infine, il ruolo della educazione del consumatore è cruciale per promuovere una vera sostenibilità.

Informare le persone sui tipi di biodegradabilità, gli impatti ambientali e il significato delle certificazioni può aiutare a creare una comunità di consumatori informati e responsabili.

Workshops, campagne informative e risorse online possono essere strumenti efficaci per aumentare la consapevolezza pubblica e guidare scelte più sostenibili.

Published by
Roberto Torcolacci
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