Consegna di un’auto nuova in concessionaria, immagine che richiama la crescita delle immatricolazioni e l’aumento di elettriche e ibride plug-in.
Le immatricolazioni auto in Italia sono cresciute a giugno 2026 del 10,63%, con 147.633 nuove targhe registrate secondo l’elaborazione Dataforce su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti diffusi il 1° luglio, spinte soprattutto dagli acquisti dei privati e dalla coda degli incentivi 2025 ormai in fase di esaurimento.
Il mercato auto italiano arriva a metà 2026 con un bilancio positivo: nei primi sei mesi dell’anno sono state immatricolate 945.750 vetture, pari a un aumento del 9,69% rispetto allo stesso periodo del 2025. In numeri assoluti significa 83.541 auto in più, un dato che conferma una domanda ancora vivace, anche se non priva di interrogativi per i prossimi mesi.
A giugno, nel dettaglio, le nuove registrazioni sono state 147.633, contro le 133.445 dello stesso mese dell’anno scorso. La crescita mensile, pari a 14.188 unità, è stata sostenuta soprattutto dal canale dei privati, salito del 17,09%. È un segnale osservato con attenzione dagli operatori, perché proprio le famiglie — più delle flotte e delle auto-immatricolazioni — restituiscono spesso una fotografia più fedele dello stato reale della domanda.
Resta però il confronto con il periodo precedente alla pandemia. Le immatricolazioni del primo semestre 2026, pur in recupero, sono ancora inferiori del 12,82% rispetto ai primi sei mesi del 2019. E anche il dato di giugno non è il più alto dell’era post-Covid: nel giugno 2024 si arrivò a 160.693 immatricolazioni, in un mese segnato dall’avvio dell’Ecobonus, che aveva concentrato molte consegne in poche settimane.
La dinamica dei canali di vendita mostra un mercato a più velocità. Oltre ai privati, che hanno chiuso giugno con un aumento a doppia cifra, il dato più marcato riguarda il noleggio a breve termine, cresciuto del 57,40%. Una spinta legata anche alla stagione estiva, quando le società di rental rafforzano le flotte in vista del picco turistico.
Segno positivo, ma più contenuto, per il noleggio a lungo termine, salito del 2,44%, e per le società, in aumento del 4,17%. In calo invece il canale di concessionarie e case auto, che arretra del 12,25%. È un passaggio non secondario: meno auto-immatricolazioni possono indicare una minore pressione artificiale sui volumi, anche se la lettura completa arriverà solo con i dati dei prossimi mesi.
Tra gli addetti ai lavori pesa una domanda semplice: quanto dell’attuale crescita dipende ancora dagli incentivi auto 2025? Secondo le prime letture del settore, una parte delle consegne di giugno potrebbe essere collegata a ordini effettuati nei mesi precedenti. Da luglio, con l’effetto trascinamento più debole, si capirà se il mercato ha trovato un equilibrio più solido oppure se la risalita subirà un rallentamento.
Il dato più netto arriva dalle alimentazioni. Le auto elettriche BEV hanno registrato a giugno 15.292 immatricolazioni, con una crescita dell’89,70% rispetto allo stesso mese del 2025. La quota di mercato ha superato per la prima volta la soglia del 10%, arrivando al 10,36%. Non un dettaglio, in un Paese che finora ha proceduto con passo più lento rispetto ad altri mercati europei.
Molto forte anche la crescita delle ibride plug-in, salite del 61,86%, con una quota del 10,54%. Nel complesso, BEV e plug-in hybrid hanno raggiunto a giugno il 20,9% del mercato, mentre nel totale dei primi sei mesi la quota si attesta al 17,46%. Tra le ipotesi citate dagli osservatori c’è anche l’effetto della nuova fiscalità sulle auto aziendali in fringe benefit, che può avere orientato alcune scelte verso modelli a minori emissioni.
Il quadro è meno favorevole per le alimentazioni tradizionali. Le vetture a benzina hanno perso il 15,83%, mentre il diesel è sceso del 27,38%. Crescono invece le full hybrid del 35,67% e le mild hybrid benzina del 12,03%. Torna in leggero territorio positivo anche il Gpl, con un +1,65%, dopo mesi complicati. In flessione le mild hybrid diesel, giù del 4,45%.
Tra i modelli più scelti dai privati a giugno 2026 restano in testa le vetture compatte e accessibili. La graduatoria vede ai primi posti Fiat Panda, ormai commercialmente affiancata dal nome Pandina, Dacia Sandero, Leapmotor T03, Toyota Yaris e Dacia Duster. La Panda mantiene la leadership anche nelle auto-immatricolazioni e nel canale società, mentre nel noleggio a lungo termine prevale la Peugeot 3008 e nel breve termine si impone la BYD Atto 2.
Tra i marchi, Fiat conserva il primo posto in Italia con 14.604 immatricolazioni e una crescita del 26,83%, sostenuta dalla Pandina e dalla Grande Panda, ormai stabilmente nelle zone alte delle classifiche. Bene anche Peugeot con +31,46%, Dacia con +20,53%, Citroen con +20,07% e Kia con +19,76%. Toyota chiude quasi in equilibrio, con un lieve calo dello 0,73%.
Si rafforza intanto la presenza dei nuovi marchi cinesi. BYD ha confermato l’ingresso nella top ten mensile con 6.056 immatricolazioni e oltre il 4% di quota, spinta dalla Atto 2, arrivata a 3.780 registrazioni, in larga parte nel noleggio breve e quasi tutte in versione plug-in. Omoda ha totalizzato 2.331 unità, mentre Leapmotor ha raggiunto 3.366 consegne, anche grazie alla T03 elettrica.
Nel dettaglio delle auto elettriche più vendute, la Leapmotor T03 guida con 2.744 immatricolazioni, davanti a Dacia Spring con 1.802, Tesla Model 3 con 1.543, Tesla Model Y con 863, BYD Dolphin Surf con 502 e Leapmotor B10 con 489. Tra i gruppi, Stellantis cresce del 21,70%, sostenuta da Fiat, Peugeot, Citroen, Opel e Leapmotor. Renault sale del 7,43%, Volkswagen resta quasi stabile con +0,49%, mentre il gruppo Chery, tra Jaecoo e Omoda, passa da 1.299 a 4.084 immatricolazioni in un anno. Anche Tesla chiude un mese positivo, con un aumento del 42,78%.