Confronto in un centro riparazioni: tecnici e responsabili discutono procedure e dati di manutenzione durante un roadshow di rete.
Arval Italia ha chiuso a Brescia, nel 2026, la decima e ultima tappa del Roadshow Arval Center, un tour nazionale pensato per incontrare i riparatori specializzati della propria rete preferenziale e condividere strategie, dati operativi e linee di sviluppo in un mercato dell’assistenza auto che cambia rapidamente.
La tappa bresciana ha concluso un percorso che ha attraversato dieci aree del Paese, dal Veneto alla Lombardia, passando per Sicilia, Toscana, Emilia-Romagna, Campania, Lazio, Marche, Puglia e Piemonte. In poco più di due mesi, secondo quanto comunicato dall’azienda, Arval Italia ha incontrato oltre 1.000 Arval Center, tra officine e carrozzerie, chiamati a confrontarsi sui cambiamenti del settore e sulle esigenze dei clienti.
Gli Arval Center sono i riparatori specializzati nei singoli servizi di assistenza e manutenzione. Insieme agli Arval Premium Center, strutture multiservice, compongono la rete preferenziale utilizzata dalla società per gestire gli interventi sui veicoli a noleggio. Una rete diffusa, e per questo decisiva. Soprattutto quando il fermo di un mezzo pesa sul lavoro quotidiano di un’azienda o di un professionista.
Al centro degli incontri c’è stata la conoscenza della flotta Arval, che in Italia supera i 300.000 veicoli e presenta, secondo l’azienda, un’età media inferiore a quella del circolante nazionale. Un dato non secondario: quasi un terzo del parco è composto da mezzi con alimentazioni diverse da quelle termiche, quindi elettriche, ibride o comunque legate a tecnologie più recenti.
Questo scenario richiede competenze aggiornate, attrezzature adeguate e procedure più rapide. La rete preferenziale di Arval Italia interviene infatti su una parte consistente degli oltre 1 milione di eventi di assistenza e manutenzione effettuati ogni anno. Tagliandi, guasti, carrozzeria, pneumatici, cristalli: interventi diversi, spesso con tempi stretti e clienti che si aspettano risposte chiare.
Durante il tour, il confronto con i centri ha riguardato anche le trasformazioni del mercato. Auto più tecnologiche, sistemi di assistenza alla guida, componenti elettrificate e nuove abitudini dei driver impongono una gestione più coordinata. Non basta riparare bene. Serve farlo nei tempi previsti, comunicando con precisione.
Nel corso del Roadshow Arval Center 2026, l’azienda ha condiviso con i partecipanti le performance dei centri su diversi indicatori: tempo di fermo, ricorso al veicolo sostitutivo, utilizzo di AIRepair e livello di soddisfazione dei clienti, rilevato attraverso survey dedicate. Numeri operativi, non solo presentazioni. Da lì, il confronto sulle pratiche più efficaci.
Tra gli esempi citati da Arval ci sono l’impiego di AIRepair, tecnica di ripristino rapida, e la scelta di favorire la riparazione dei cristalli quando possibile, invece della sostituzione. Soluzioni che, se applicate correttamente, possono ridurre tempi, costi e disagi per chi guida un veicolo della flotta.
Tre le direttrici ribadite dall’azienda per migliorare la user experience di clienti e driver: industrializzazione dei processi, servizi proattivi e digitalizzazione. Tradotto, significa preventivi gestiti in modo più efficiente, corretta canalizzazione del veicolo verso il centro più adatto, monitoraggio dello stato della riparazione e comunicazioni puntuali al conducente. Poi i promemoria sulle scadenze, dal tagliando al cambio gomme, e un ricorso più ampio a My Arval, la piattaforma per gestire in digitale alcuni servizi.
Nei piani c’è anche una nuova fase di qualificazione della rete. Ogni Arval Center potrà essere coinvolto in percorsi di sviluppo costruiti sulle proprie necessità, con il supporto dei Network Manager di Arval Italia. Un lavoro di consulenza, ha spiegato l’azienda, pensato per accompagnare la crescita dei centri e rendere più omogenea la qualità del servizio sul territorio.
Per Efrem Bresolin, direttore Aftermarket Networks di Arval Italia, assistenza e manutenzione restano servizi centrali per chi utilizza un’auto a noleggio, sia per esigenze personali sia per motivi professionali. “Gli Arval Center, insieme agli Arval Premium Center, sono la nostra estensione sul territorio ed è fondamentale che sappiano stare al passo con i cambiamenti del mercato”, ha detto Bresolin.
Il manager ha spiegato che l’obiettivo dell’azienda è “supportarli mettendo a loro disposizione gli strumenti più idonei per accompagnare la loro crescita”. Il Roadshow dedicato agli Arval Center, ha aggiunto, “rappresenta un importante momento di scambio e di ascolto dei nostri partner”, con cui Arval intende continuare a collaborare “a beneficio del loro sviluppo e della soddisfazione dei nostri clienti e driver”.
La chiusura a Brescia, dopo il passaggio in molte regioni italiane, segna quindi la fine del tour ma non del lavoro avviato. Per una società di noleggio a lungo termine, la qualità dell’assistenza non è un servizio laterale: è uno dei punti su cui si misura, ogni giorno, il rapporto con il cliente.