Zucchero di canna: tipologie e valori nutrizionali

Zucchero di canna: tipologie e valori nutrizionali

Fonte immagine: Pixabay

Lo zucchero di canna conquista sempre più consumatori: ecco le sue origini, le tipologie più note e i suoi importanti valori nutrizionali.

Lo zucchero di canna conquista sempre più consumatori, pronti a preferirlo alla classica alternativa bianca. Forse per via della sua colorazione ambrata, viene percepito come più salutare rispetto al classico zucchero raffinato. Tuttavia, anche il dolcificante di canna viene sottoposto a processi di raffinazione e condivide pertanto le medesime proprietà nutrizionali dell’alternativa più comune. A meno che non si decida di optare per delle varietà integrali, più propriamente dette grezze.

Ma quali sono le tipologie di zucchero di canna oggi disponibili sul mercato e, soprattutto, quali sono i valori nutrizionali di riferimento?

Zucchero di canna: caratteristiche e tipologie

Canna da zucchero

Lo zucchero di canna è un dolcificante estratto dall’omonima pianta, ovvero la canna da zucchero. Conosciuta con il nome scientifico di Saccharum officinarum, si tratta di un vegetale tropicale appartenente alla famiglia delle Poaceae. Originaria della Nuova Guinea, questa pianta viene oggi coltivata pressoché in tutti i continenti, Europa compresa. Tuttavia, in Occidente la richiesta di canna da zucchero ha subito una diminuzione nel corso del XX secolo, con l’affinamento delle tecniche di estrazione del dolce prodotto dalle più economiche barbabietole.

Normalmente caratterizzato da un colore ambrato o marrognolo, e da un sapore meno dolce e più delicato rispetto al raffinato, dello zucchero di canna esistono diverse tipologie. Innanzitutto, bisogna distinguere lo zucchero di canna di origine naturale da quello artificiale. Una delle peculiarità di questo dolcificante, che ne giustifica anche il colore, è l’elevato contenuto in melassa. Quest’ultima può derivare direttamente dalla pianta e superare il processo di raffinazione o, ancora, essere aggiunta in un secondo momento. In questo caso, non si fa altro che mescolare lo zucchero raffinato bianco alla stessa melassa in fase di produzione industriale.

Anche quando naturale, lo zucchero di canna deve essere poi distinto da quello grezzo. Il primo viene infatti comunque sottoposto a un processo di raffinazione, mentre il secondo viene ricavato direttamente dalle piante.

Concentrandosi unicamente sulle varietà cosiddette integrali, quindi con varie quantità di melassa presenti naturalmente, si possono elencare le seguenti tipologie:

  • Muscovado: uno zucchero dal colore intenso originario delle isole Barbados;
  • Panela: una varietà prodotta in Sudamerica, ottenuto dall’essiccazione della canna da zucchero precedentemente bollita;
  • Turbinado: ottenuto rimuovendo unicamente la melassa superficiale;
  • Jaggery: una varietà di zucchero di canna proveniente dall’India;
  • Dulcita: un pregiato dolcificante prodotto principalmente in Ecuador

Proprietà nutrizionali

Zucchero

Così come già accennato, lo zucchero di canna presenta dei valori nutrizionali del tutto simili a quello bianco raffinato, anche nelle sue versioni grezze. Le quantità di saccarosio sono infatti pressoché le medesime e apportano circa 4 calorie per ogni grammo consumato. Di conseguenza, per 100 grammi di prodotto l’apporto è di circa 390 o 400 calorie.

Quando si opta per lo zucchero grezzo, si può di certo approfittare di un numero maggiore di micronutrienti. Questo dolcificante è infatti ricco di vitamine come la A, la B1, la B2 e la B6. Ancora, può garantire sali minerali come calcio, potassio, magnesio e fosforo, necessari per il benessere quotidiano dell’organismo. Il grezzo è inoltre meno calorico rispetto a tutte le altre versioni raffinante: si attesta infatti sulle 385 calorie sempre considerando 100 grammi di prodotto.

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