Zattera di pietra pomice nel Pacifico: aiuterà la barriera corallina?

Zattera di pietra pomice nel Pacifico: aiuterà la barriera corallina?

Fonte immagine: Joshua Stevens, NASA Earth Observatory

Scoperta una gigantesca zattera di pietra pomice nel Pacifico, possibili effetti benefici per la Grande barriera corallina australiana.

Una gigantesca zattera di pietra pomice grande come 20mila campi di calcio. Questa l’eccezionale scoperta fatta da alcuni navigatori ad agosto e confermata nei giorni scorsi dalle immagini satellitari. Una piattaforma galleggiante che secondo alcuni esperti potrebbe portare dei benefici anche alla barriera corallina australiana, verso cui la “isola” sembrerebbe diretta.

La zattera di pietra pomice si sarebbe formata attraverso l’aggregazione dei detriti provenienti da un’eruzione sottomarina a largo di Tonga, probabilmente intorno al 7 agosto. Il primo avvistamento riportato è avvenuto più o meno una settimana dopo il fenomeno ad opera di Michael Hoult e Larissa Brill, che viaggiavano a bordo del loro catamarano ROAM.

Il primo contributo video è invece di Shannon Lenz, che con la sua imbarcazione ha impiegato circa 6-8 ore per attraversare completamente la distesa galleggiante di pietra pomice. Come ha dichiarato la stessa navigatrice:

È stato come arare un campo. Abbiamo navigato attraverso questa superficie di pietra pomice per 6-8 ore e il più delle volte non si riusciva a vedere l’acqua sotto.

Secondo i satelliti la zattera di pietra pomice ha una superficie di circa 150 chilometri quadrati e lentamente sta “navigando” verso la costa orientale australiana, dove dovrebbe arrivare tra circa sette mesi. Diversi saranno i benefici per la Grande barriera corallina, come sottolineato dal geologo Scott Bryan in forza alla Queensland University of Technology:

È un potenziale meccanismo per rifornire la Grande Barriera Corallina. Sulla base degli eventi passati legati a superfici di pietra pomice che abbiamo studiato negli ultimi 20 anni, porterà nuovi coralli sani e altri abitanti della barriera corallina nella Grande barriera corallina.

Servirà ad aiutare la barriera corallina, minacciata dagli effetti dei cambiamenti climatici. Tuttavia non si tratterà di una soluzione permanente, ha spiegato Terry Hughes della James Cook University, ma di un “tampone”; sarà necessario intervenire in fretta per fermare il riscaldamento globale. Inoltre occorrerà attendere l’arrivo della piattaforma sulla Great Barrier Reef per affermare che vi saranno più benefici che danni, ha concluso Hughes, in quanto ai coralli e alle specie sane si aggregheranno anche elementi potenzialmente invasivi.

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