Zanzibar, quando andare e spiagge più belle

Zanzibar, quando andare e spiagge più belle

Fonte immagine: Pixabay

Zanzibar è un arcipelago africano, parzialmente indipendente dalla Tanzania: ecco le caratteristiche, quando andare e le spiagge più belle.

È una delle mete di viaggio più gettonate degli ultimi anni, grazie alla sua natura pressoché incontaminata, le acque cristalline e l’accoglienza delle popolazioni locali: Zanzibar è uno di quei luoghi paradisiaci da visitare almeno una volta nella vita. Immerso nell’Oceano Indiano, questo arcipelago rappresenta una regione semiautonoma della Tanzania, caratterizzata per un’incredibile biodiversità sia nella flora che nella fauna, basti pensare ai famosissimi lemuri. Ma quale è il periodo migliore per visitare l’arcipelago e, ancora, quali sono le spiagge più belle?

Di seguito qualche informazione geografica e politica su Zanzibar, nonché i periodi ideali per un viaggio e quali spiagge non lasciarsi sfuggire.

Zanzibar: cenni geografici e politici

Zanzibar

Così come già accennato, Zanzibar è una regione semiautonoma della Tanzania, geograficamente corrispondente all’omologo arcipelago. Questo è composto da due isole principali, Unguja e Pemba, a cui si aggiungono isole più piccole. L’origine del nome non è a oggi stata completamente confermata: secondo alcuni Zanzibar deriverebbe dal persiano “zanj”, per indicare la “Terra dei Neri”, per altri invece farebbe riferimento all’arabo “zanjabīl”, in relazione allo zenzero ampiamente coltivato e commercializzato sulle isole principali.

Un tempo politicamente autonoma, dal 1964 le isole di Zanzibar si sono ricongiunte con la Tanzania, pur mantenendo propri spazi di indipendenza. La cultura locale, d’altronde, vede differenze importanti con i territori continentali: poiché meta di lunghi scambi commerciali sia con l’Africa che con l’Asia – in particolare per la via delle spezie – l’arcipelago è diventato luogo di incontro fra popolazioni diverse. Inoltre, Zanzibar è uno dei luoghi di riferimento per la cultura swahili, tanto che il centro storico della capitale Stone Town è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. L’economia dell’arcipelago si basa soprattutto sulla produzione di spezie – in particolare il chiodo di garofano – e di fibre come la rafia, quindi sul turismo. Data la sua posizione geografica privilegiata, infatti, accoglie viaggiatori dall’Africa Continentale, dall’Europa e dal Medio Oriente.

Le isole di Zanzibar possono approfittare di una natura molto rigogliosa, fatta perlopiù di piante tropicali, nonché di una fauna ricchissima: Zanzibar è nota per la sua grande presenza di lemuri, di molte specie diverse, ma anche del tipico colobo rosso, del leopardo di Zanzibar e della volpe volante di Pemba, a cui si aggiungono antilopi, manguste, cinghiali, primati di ogni genere, farfalle tropicali e molti altri.

Zanzibar: quando andare e spiagge

Ngome, Zanzibar

Per comprendere quale sia il periodo ideale per recarsi a Zanzibar, è necessario conoscerne le caratteristiche climatiche. Il clima dell’arcipelago è caratterizzato sostanzialmente da mesi secchi e altri piovosi: i primi presentano elevate temperature – oltre ai 30 gradi – e scarse precipitazioni, mentre i secondi da improvvisi e violenti temporali. In genere, per evitare di rimanere costretti in albergo, si preferiscono i mesi secchi: da dicembre a febbraio e da luglio a ottobre.

Sono moltissime le spiagge di Zanzibar da visitare, tutte perlopiù caratterizzate da sabbia soffice e bianchissima, estesi bagnasciuga e acqua cristallina. Nungwi e Kendwa sono certamente le più gettonate poiché, per loro conformazione, risentono meno del fenomeno delle alte maree. Queste spiagge sono spesso frequentate dagli artigiani e dai pescatori del posto, inoltre vedono una nutrita fauna acquatica, tra tartarughe e stelle marine. Paje, a poco più di due ore da Stone Town, è una delle spiagge più tranquille e riposanti dell’arcipelago, mentre a Jambiani si potrà assistere all’antico processo di preparazione delle corde, con la tradizione dei cocchi sotterrati. Matemwe, ancora, è l’ideale per chi vuole ricongiungersi con la natura senza lasciarsi travolgere dall’eccessiva presenza di turisti.

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