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Le zanzare porteranno la febbre gialla in Europa entro il 2030

Le zanzare porteranno la febbre gialla in Europa entro il 2030

Fonte immagine: Pixabay

Le febbre gialla diventerà endemica in Europa entro il 2030, senza interventi contro i cambiamenti climatici, favorevoli alle zanzare.

Le zanzare potrebbero portare la febbre gialla in Europa entro il 2030. E la colpa potrebbe essere dei cambiamenti climatici in corso, responsabili dell’innalzamento globale delle temperature. È questo il risultato dell’ultimo studio dell’Imperial College di Londra, pronto a testimoniare la circolazione di agenti patogeni ben fuori dai loro luoghi di origine.

La febbre gialla è comunemente diffusa in molte aree del mondo, dall’Asia al Sudamerica, ed è trasmessa dalla zanzara Aedes aegypti. Questa specie ha bisogno di temperature medio-elevate per poter prosperare e, con i preoccupanti cambiamenti climatici in corso, i suoi habitat potrebbero estendersi pericolosamente. La febbre gialla potrebbe quindi divenire endemica in molti Paesi dove oggi è molto rara, come Spagna, Portogallo, Grecia, Italia e Turchia. Nel solo continente americano, la diffusione della zanzara potrebbe avvenire a un ritmo di due chilometri all’anno fino al 2050.

Per arrivare a questa previsione, gli scienziati hanno allevato in laboratorio alcune popolazioni di zanzare, in diverse condizioni climatiche. Hanno quindi verificato l’effetto delle temperature su tutti gli stadi di sviluppo di questi animali, dalle uova alle larve, dalla pupa all’animale adulto. Gli esperti hanno a questo punto elaborato due scenari opposti, uno con un aumento progressivo delle temperature a livello globale e l’altro invece caratterizzato da una riduzione.

Se le emissioni di gas nocivi in atmosfera, e quindi i cambiamenti climatici, dovessero subire un rallentamento, entro il 2030 l’aumento degli habitat compatibili con queste zanzare salirà del 3.2%. Se non dovessero invece miglioramenti, lo stesso tasso salirà del 4.4%. Possono sembrare delle percentuali relativamente basse, ma in realtà sufficienti per portare alla rapida moltiplicazione di questi insetti in luoghi dove oggi sono molto rari, come in moltissimi dei Paesi dell’Europa continentale.

Fonte: ScienceTimes

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