Yoga: cos’è il Saluto al Sole e come si fa

Yoga: cos’è il Saluto al Sole e come si fa

Tra le sequenze Yoga più conosciute figura il Saluto al Sole, di cosa si tratta e come si eseguono le posizioni richieste.

Lo Yoga è una pratica millenaria originaria dell’Asia. Di tale corpo di tecniche sono state rinvenute tracce in India risalenti al 5000 a.C., con alcune delle posizioni più conosciute riportate su tavolette, monete o sigilli. Tra le posture più apprezzate e popolari vi è anche il Saluto al Sole, che offre diversi benefici per la salute a chi lo esegue in maniera corretta.

Il Saluto al Sole fa parte di un tipo di Yoga più dinamico e prevede un’esecuzione mattutina quotidiana. Conosciuto anche col termine sanscrito “Surya Namaskara“, può essere definito a tutti gli effetti una sequenza. A farne parte sono 12 posizioni o asana, da eseguire coordinamento un movimento fluido a una corretta respirazione. La sua pratica sta a simboleggiare il saluto al sole che c’è all’esterno, ma anche a quello che splende al proprio interno.

Posizione yoga

Come si esegue il Saluto al Sole

La partenza avviene nella posizione della Preghiera o Pranamasana, con i piedi posizionati all’altezza delle spalle e le mani giunte in corrispondenza del petto, durante la quale si svolgerà la fase di espirazione. Seguirà la Hasta Uttanasana o posizione dell’Allungamento verso l’Alto, con le braccia che si distenderanno verso l’alto e il tronco si fletterà leggermente all’indietro; si procederà in questo caso all’inspirazione.

Come terza posizione si eseguirà la Uttanasana o posizione delle mani ai piedi, durante la quale ci si distenderà in avanti e si fletterà il busto fino a toccare il dorso dei piedi con le mani (o inizialmente giungendo quanto più vicino possibile) e si espirerà. Proseguire poi eseguendo la Ashwa Sanchalanasana o posizione equestre, procedendo come segue: distendere all’indietro la gamba destra poggiando il ginocchio a terra, mentre la sinistra risulterà piegata, ma ferma sul posto e lo sguardo sarà a questo punto rivolto verso l’alto. Questa posizione si esegue inspirando.

Spostando la gamba sinistra nella medesima posizione della destra e sollevando il bacino fino a formare un triangolo con il corpo si raggiungerà la posizione del cane a testa in giù o Adho Mukha Svanasana, durante la quale si procederà all’espirazione. Si prosegue con la Asthanga Namaskara o posizione degli otto punti poggiando le ginocchia a terra, seguite dal torace e dal mento, mentre i fianchi resteranno leggermente sollevati; in questa fase si tratterà il respiro.

La settima posizione è quella del Cobra o Bhujangasana, durante la quale il bacino scorrerà verso il basso mentre il busto protenderà verso l’alto facendo pressione sui palmi delle mani (gomiti vicini al tronco e glutei contratti). Da qui in poi si procederà ripetendo nell’ordine la Adho Mukha Svanasana, la Ashwa Sanchalanasana, la Uttanasana, la Hasta Uttanasana e infine la Pranamasana, mantenendo la stessa fase di respirazione descritta in precedenza. Ogni ciclo completo deve essere ripetuto almeno due volte, compiendo il movimento iniziale (ove richiesto) sia con la gamba destra che con la gamba sinistra.

Posizione yoga

Benefici per la salute e controindicazioni

Diversi sono i benefici per la salute offerti dal Saluto al Sole e vanno dall’acquisire una maggiore flessibilità del corpo fino a una maggiore calma interiore. Questo potrebbe ripercuotersi sul benessere della schiena, indurre una migliore qualità del sonno, combattere lo stress e migliorare il flusso sanguigno. Ne risulterà rafforzato il sistema immunitario, mentre a giovare sarà anche la respirazione.

Esistono diverse possibili controindicazioni per il Saluto al Sole, sostanzialmente connesse all’esecuzione delle diverse posizioni incluse al suo interno. Se non ci sono particolari problemi nell’esecuzione della posizione di partenza, il discorso è già più complesso una volta giunti alla Uttanasana: qualcuno potrebbe non riuscire a portare le mani ai piedi come richiesto; il consiglio è di non forzare, ma se necessario flettere leggermente le ginocchia e aumentare la flessione del tronco in maniera progressiva col passare dei giorni.

L’esecuzione della Adho Mukha Svanasana è invece sconsigliata alle donne in gravidanza (a partire dal terzo mese di gestazione e fino alla normalizzazione dei valori del sangue dopo il parto), a chi soffre di mal di schiena o sindrome del tunnel carpale. Da evitare anche per chi soffre di ipertensione. Simili controindicazioni valgono anche per la Bhujangasana o posizione del Cobra.

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