Xylella fastidiosa: da produttori proposta alternativa al taglio

Xylella fastidiosa: da produttori proposta alternativa al taglio

Fonte immagine: DanielAlon

I produttori olivicoli di Lecce propongono al Commissario Silletti, un'alternativa al taglio drastico di tutti gli ulivi infettati da Xylella fastidiosa.

Continuano in Puglia i tentativi di scongiurare il taglio netto, proposto dall’Unione Europea, di tutte le piante di ulivo infettate dal batterio Xylella fastidiosa, in Puglia e in particolar modo nel Salento.

Il comitato “Voce dell’Ulivo” e Aprol Lecce, i produttori olivicoli della Provincia di Lecce, hanno scritto a tal proposito al Commissario straordinario per l’emergenza Xylella fastidiosa, Giuseppe Silletti, per proporre un piano alternativo a quello che è stato deciso e che viene considerato troppo drastico.

Specificano in ogni caso la volontà di collaborare, ma a patto di effettuare alcune modifiche: propongono di ridurre drasticamente l’apparato fogliare infetto, ma senza eradicare. Dichiarano infatti che:

Da questa pratica si possono ottenere molteplici benefici: possibile risanamento di piante infette allo stato iniziale, tutela del patrimonio olivicolo e paesaggistico, drastica riduzione di insetticidi, contenimento dei costi per gli agricoltori, velocità di intervento, applicabilità anche in zone inaccessibili ai mezzi meccanici e piu’ facile monitoraggio dell’evoluzione della malattia.

Il comitato “Voce dell’Ulivo” critica inoltre l’Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni e il Commissario Silletti per l’inerzia dimostrata finora. Nel frattempo si fanno strada anche ipotesi di possibili cure: stanno arrivando i primi risultati di uno studio realizzato dalle Università di Bari, Foggia e Lecce, dal Cnr e dal Centro di ricerca Basile Caramia di Bari. È stato promosso dall’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Puglia e la Regione lo ha finanziato per 500 mila euro.

Lo studio contempla la possibilità di utilizzare nanovettori contenenti ioni rame, ioni zinco, solfato di rame, usati anche tradizionalmente nell’agricoltura per arrivare, attraverso i vasi xilematici (vasi linfatici delle dimensioni di circa 20 micrometri), a colpire selettivamente il batterio causa dell’infestazione.

I risultati su piccole piante in laboratorio fanno sperare in concrete possibilità, come spiega Giuseppe Ciccarella, ricercatore dell’Università del Salento.

La Francia invece, in attesa dell’istituzione di un sistema europeo non ancora ben definito, ha adottato misure nazionali: il ministro francese dell’Agricoltura, Stéphane Le Foll, ha deciso con un decreto firmato il 3 aprile di vietare l’ingresso dalla Puglia, per scopi commerciali, di qualsiasi tipo di pianta a rischio di infezione da Xylella.

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