Xylella fastidiosa: batterio killer degli ulivi minaccia l’Europa

Xylella fastidiosa: batterio killer degli ulivi minaccia l’Europa

Fonte immagine: René Vetter

L'Efsa si esprime sui rischi da Xylella fastidiosa, il batterio killer degli ulivi pugliesi e afferma che è probabile la diffusione anche in Europa.

Un nome un programma: Xylella fastidiosa. Si tratta di un batterio che ha messo a dura prova le coltivazioni di ulivi in Puglia, provocando il cosiddetto “disseccamento rapido” di queste piante e che torna ora alla ribalta per il parere dato dall’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare:

la diffusione in Europa è molto probabile.

Si dice nell’Opinione Scientifica della Commissione dell’organo europeo. Come si temeva, potrebbe colpire altri tipi di piante, come agrumi, viti, mandorli, peschi, pruni, ma anche alberi e piante ornamentali. È stata individuata anche la sua possibile origine e i suoi vettori. Come riferisce Giuseppe Stancanelli, uno degli autori del rapporto dell’Efsa:

La Xylella fastidiosa è un batterio comune nelle Americhe e noto nel caso della vite in California e degli agrumi in Brasile.

Mentre per quanto riguarda i vettori, si è arrivati alla conclusione che tutti gli insetti che si nutrono di fluidi xilematici (del legno) possono essere potenziali vettori, ma in Puglia la responsabilità della diffusione sarebbe da imputare all’insetto Philaenus spumarius.

Il ceppo di batterio che ha devastato il Salento al momento attacca ulivo, ciliegio, mandorlo, oleandro e alcune piante ornamentali. Il rischio di diffusione quindi non riguarda solo la Puglia, ma si estende oltreconfine. Stancanelli ha proseguito riferendo di:

Diverse partite di piante infette di caffè, importate come piante ornamentali dall’America centrale, individuate in diversi Paesi Ue e distrutte, perché il rischio maggiore è la diffusione tramite il commercio di piante infette.

Per combattere questa patologia serve purtroppo anche far uso di insetticidi ai fini del contenimento della diffusione dei suoi vettori, ma non si può abusarne perché questo comporterebbe un grave danno per l’ambiente. Occorre quindi agire su due fronti: da una parte incentivare la semina, in aree che siano indenni dagli organismi nocivi, che devono essere controllate e poi certificate e dall’altra proprio il controllo vettoriale, con frequenti analisi e trattamenti come la termoterapia.

Ovvio poi l’aumento dei controlli relativamente a piante e materiale vegetale in arrivo dall’estero e il proseguire della ricerca per comprendere meglio le caratteristiche di questo pericoloso nemico non solo a livello naturale, ma anche economico.

Il 19 e 20 gennaio si decideranno gli interventi da mettere in atto da parte dell’Unione Europea, che si aggiungeranno al milione di euro già stanziato in precedenza per la lotta la batterio killer in Italia.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

4women4earth: intervista a Antonia Testa