Xylella Fastidiosa: al via operazioni per salvare ulivi del Salento

Xylella Fastidiosa: al via operazioni per salvare ulivi del Salento

Fonte immagine: Pixabay

Al via oggi le operazioni colturali per salvare gli ulivi salentini dalla Xylella fastidiosa, batterio killer di queste piante, alla presenza di Coldiretti.

Oggi ha finalmente avuto inizio nelle campagne di Lecce la terapia che dovrà ridurre al minimo i danni da Xylella Fastidiosa, il batterio killer che da qualche anno infesta gli ulivi centenari della Puglia e che negli ultimi tempi si è fatto sentire anche in termini di produzione dell’olio d’oliva causando gravi danni a questo importante settore economico del nostro Paese.

Dopo la nomina a Commissario per l’emergenza di Giuseppe Silletti, comandante regionale del Corpo Forestale e il coinvolgimento della Protezione Civile, mancava solo l’inizio dei lavori.

Stamattina alle 9.30 è così iniziata la fase di taglio dei rami, trinciatura, sarchiatura e aratura dei terreni, necessarie per fermare la propagazione del contagio. Questo è anche il periodo in cui schiudono le uova della sputacchina (Philaenus spumarius L.), l’insetto che si fa vettore del batterio, era quindi necessario agire per tempo per evitare un peggioramento della situazione.

Con le cure in campo inizia però anche il crowdfunding ambientale, con lo scopo di raccogliere fondi per gli interventi e di raccogliere firme per la protezione del patrimonio naturale di questo territorio. Anche Coldiretti sostiene che:

È necessario garantire risorse adeguate a salvare un bene pubblico ma sarà anche avviata una raccolta di fondi per finanziare la ricerca per debellare la malattia con il metodo del crowdfunding ambientale per dare la possibilità ai milioni di italiani e stranieri che amano il Salento di contribuire concretamente.

Presenti durante l’inizio dei lavori il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, assieme all’intera Giunta nazionale della Coldiretti per manifestare un atteggiamento vigile nei confronti di questa patologia che non deve riuscire a compromettere il nostro paesaggio e a mettere in ginocchio uno dei prodotti più importanti del Made in Italy, già abbastanza vessato dalla concorrenza (spesso sleale) a livello nazionale e internazionale.

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