WWF: 176 specie animali sparite in Italia

WWF: 176 specie animali sparite in Italia

Sono 176 le specie animali scomparse in Italia, insieme a 10 loro habitat ambientali: è quanto svela il WWF nell'annuale report sulla biodiversità.

L’estinzione colpisce anche gli animali italiani. È quanto viene rivelato dalla fotografia annuale del WWF sulla biodiversità dello Stivale, con il triste risultato di 176 specie non più presenti sul territorio. E non va meglio per quelle che resistono, visto che il loro status è peggiorato negli anni rispetto alle generazioni precedenti.

1.107 le specie animali e 84 gli habitat: questo è il risultato dell’annuale censimento che, rapportato ai Formulari di Rete Natura 2000, dimostra come 10 habitat siano scomparsi e quasi 200 varietà non siano più disponibili. Dati discussi al convegno “Il monitoraggio della biodiversità nella Rete Natura 2000” e comprovati dal Ministero dell’Ambiente, quest’ultimo impegnato nel stilare e combattere le principali minacce alla vita selvaggia.

Agricoltura, specie esotiche invasive, turismo, caccia, inquinamento, modifica dei corsi d’acqua, incendi, variazioni al suolo: sono queste le cause che portano al depauperamento del patrimonio animale italiano. Le attività umane modificano profondamente l’ambiente in cui questi animali sono inseriti, negando loro le normali risorse per la sopravvivenza e costringendoli, così, alla morte o alla migrazione.

E chi resta non ha affatto vita facile, come nel caso del cervo sardo della testuggine siciliana, oggi specie a rischio proprio perché non si è in grado di garantire loro un habitat completo, pur essendo la loro localizzazione geografica molto ristretta. È quanto spiega Fulco Pratesi, presidente onorario di WWF Italia:

«I dati raccolti sottolineano ancora una volta la grande responsabilità che abbiamo come associazione chiamata a proteggere la biodiversità custodita nelle oasi sotto la nostra gestione. Questo vale ancora di più per quelle specie come il cervo sardo o la testuggine palustre siciliana che vivono solo in piccolissime aree del nostro paese».

I dati raccolti serviranno all’elaborazione di metodologie di contenimento delle perdite, che verranno applicate nelle oltre 2.600 aree tutelate sparse per il territorio italiano.

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