Vulcani attivi più pericolosi al mondo

Vulcani attivi più pericolosi al mondo

Fonte immagine: Pixabay

I vulcani da sempre alimentano le curiosità e i tumori dell'uomo: ecco quelli attivi più pericolosi al mondo, compresi anche due rappresentanti italiani.

Sin da tempi remoti, i vulcani hanno attirato le curiosità e alimentato le paure dell’uomo. Le antiche civiltà erano solite considerare le eruzioni come una manifestazione delle divinità, un modo con cui il sovrannaturale presentava tutta la sua furia sugli uomini. D’altronde, in assenza di strumenti preventivi, l’improvviso risveglio di un vulcano testimoniava l’avvio di un periodo di difficoltà e distruzione, di fuga e di morte. Fra le eruzioni vulcaniche più drammatiche della storia, la cui testimonianza è giunta fino ai giorni nostri, vi è sicuramente quella del Vesuvio nel 70 d.C., responsabile della scomparsa di Pompei, ma anche delle limitrofe Ercolano, Stabia e Oplontis. Ma quali sono i vulcani più pericolosi tra quelli tutt’oggi attivi?

Di seguito, la lista di alcuni dei vulcani attivi più pericolosi al mondo e, pertanto, costantemente monitorati da geologi e vulcanologi. Due di questi appartengono all’Italia: ecco quali.

Caldera di Yellowstone: il più pericoloso

Caldera di Yellowstone

Fra tutti i vulcani oggi conosciuti sul Pianeta, la caldera di Yellowstone rappresenta la struttura geologica più pericolosa. Si tratta infatti di un vero e proprio supervulcano, capace di coprire un’enorme area dai 55 ai 72 chilometri di estensione.

La caldera di Yellowstone si trova negli Stati Uniti, nelle zone dell’omonimo e famosissimo parco nazionale, in particolare nel nord-ovest del Wyoming. A differenza dei più conosciuti vulcani, questa struttura geologica non presenta un aspetto montuoso, poiché si trova perlopiù al di sotto della superficie terrestre. Esplorando il Parco Nazionale, però, è possibile incontrare diversi geyser, così come crateri ricolmi di acqua e zolfo.

L’ultima eruzione del supervulcano è avvenuta 640.000 anni fa, mentre si stima che la prima risalga addirittura a 2.1 milioni di anni fa. Oggi non è possibile prevedere con certezza quando, e con quali modalità, il supervulcano potrebbe sfogare la sua furia: nel 2014 vi fu una certa apprensione per gli esperti, a seguito di vari fenomeni sismici che comportarono la fuga di interi branchi di bufali, ma la preoccupazione è velocemente rientrata. Secondo le previsioni, un risveglio potrebbe portare alla morte di ben 87.000 cittadini statunitensi, con esplosioni fino a 20 chilometri d’altezza ed enormi lingue di lava. Ancora, l’eruzione potrebbe portare a cambiamenti sostanziali del clima.

Etna e Vesuvio: gli italiani

Etna

L’Italia ospita ben due dei vulcani considerati fra i più pericolosi al mondo. Il primo è quello dell’Etna, in Sicilia, le cui eruzioni sono mediamente frequenti. Sebbene in tempi recenti queste ultime non siano state particolarmente disastrose, tanto da essere seguite con fascino e curiosità da parte dei media e dei turisti, la furia della lava potrebbe comunque causare danni. Nel 1669, ad esempio, un’eruzione ricoprì di detriti la città di Catania. Questo vulcano, inoltre, detiene il record per l’eruzione più lunga del XX secolo: poco meno di 500 giorni.

Anche il Vesuvio, uno dei più noti vulcani italiani, è considerato fra quelli maggiormente a rischio. Oltre all’eruzione del 79 d.C. descritta in apertura, con la completa distruzione di Pompei, la preoccupazione è perlopiù dovuta alla vicinanza con i centri abitati: si tratta, infatti, di una delle zone vulcaniche più densamente popolate al mondo.

I vulcani nel mondo

Lava

Non solo il supervulcano statunitense e quelli italiani, nel mondo vi sono altre strutture geologiche che destano seria preoccupazione, per la loro continua attività e per il rischio di colate laviche altamente distruttive. Fra le più note, si possono di certo elencare:

  • Popocatépetl: nelle vicinanze di Città del Messico, questo vulcano risulta a rischio poiché potrebbe coinvolgere, con una violenta eruzione, circa 9 milioni di persone che vivono nelle vicinanze. Nel 2000, ad esempio, quasi 50.000 persone vennero evacuate a seguito di un’improvvisa attività lavica;
  • Nyiragongo: situato in Congo, questo vulcano è noto poiché caratterizzato da un vero e proprio lago di lava, il più grande del Pianeta. Tristemente nota è l’eruzione del 1977, che portò alla morte di molte persone;
  • Taal: si trova sull’isola di Luzon ed è conosciuto per la sua attività frequente, con eruzioni spesso ravvicinate e molto distruttive. Non è molto distante da Manila, la capitale delle Filippine, e per questo è costantemente monitorato;
  • Krakatoa: è considerato uno dei vulcani indonesiani più pericolosi mai conosciuti dall’uomo, tanto che la sua fama è nota in tutto il mondo. L’eruzione del 1883 fu una delle più gravi nella stori, tale da comportare la morte di 36.000 persone e produrre boati che si sono percepiti anche a migliaia di chilometri di distanza;
  • Tambora: situato in Indonesia, è noto per una violentissima esplosione all’inizio del ‘800, tale da determinare anche cambiamenti del clima. Nel 1815 un’eruzione portò a mesi di cieli coperti e carestie, determinando poco meno di 70.000 vittime nel lungo periodo;
  • Mauna Loa: uno dei cinque vulcani delle Hawaii, è tristemente famoso per la capacità distruttiva della lava, che scorre inesorabilmente verso il mare trascinando con sé qualsiasi cosa incontri lungo il suo cammino.

La lista dei vulcani più dannosi per l’uomo è certamente più estesa, fra i tanti si elencano anche il Pinatubo nelle Filippine, il Nevado del Ruiz in Colombia, l’Ulawun in Nuova Guinea, il Galeras in Colombia e tanti altri ancora.

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