La volpe e il panino nella desolazione di Chernobyl

La volpe e il panino nella desolazione di Chernobyl

Fonte immagine: Red Fox via Shutterstock

Una piccola volpe si è avvicinata con sicurezza a due giornalisti russi presenti a Chernobyl per delle riprese, pronta a ricevere da loro pane e prosciutto.

Una coppia di giornalisti in visita presso i territori dismessi di Chernobyl ha fatto un incontro curioso e singolare: una piccola volpe dal manto rosso che ha deciso di avvicinarli. Avvistata da lontano i due, in forze presso Radio Free Europe/Radio Liberty, hanno deciso di riprenderla mentre si muoveva con sicurezza e curiosità. Il video dell’inconsueta conoscenza ha fatto subito il giro del Web divenendo rapidamente virale, superando il milione di visualizzazioni.

L’incredibile calma dell’animale non è passata inosservata e i giornalisti hanno voluto condividere con lei il pranzo, ovvero un panino. Nel filmato si nota la tranquillità con cui la piccola dal manto rosso si avvicina agli umani, sempre prestando attenzione alle loro movenze e intenzioni. Ma anche accettando una fetta di prosciutto direttamente dalla mano del giornalista. La sicurezza con cui la piccola volpe si è avvicinata in realtà è stata dettata dalla fame e dalla necessità, per questo i giornalisti si sono subito prodigati nel fornirle del cibo.

L’animale, dopo aver placato la sua fame, ha deciso di portare con sé un panino di scorta, forse da condividere con i suoi piccoli. Raccogliendo da terra con la bocca ogni singolo pezzo lanciatole, ha poi ricomposto e impilato il tutto ottenendo un nuovissimo sandwich, per allontanarsi con la stessa velocità dell’arrivo.

L’area di Chernobyl è ormai deserta da moltissimi anni, sin dalla catastrofe nucleare accaduta il 26 aprile 1986. L’uomo ne ha abbandonato gli spazi e le case: solo da qualche tempo orsi, lupi e volpi stanno prendendo possesso dell’area avanzando un timido ripopolamento. Ma le scorte e offerte di cibo sono poche e scarse. I giornalisti presenti sul posto stavano realizzando delle riprese a tema, in concomitanza della ricorrenza dell’accaduto a distanza di quasi 30 anni. Nonostante il tempo trascorso e la chiusura delle attività degli impianti, la zona rimane ancora contaminata con un rilascio lento di bassi dosaggi di sostanze tossiche.

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