Vitamina K: perché si somministra ai neonati

Vitamina K: perché si somministra ai neonati

Vitamina K somministrata ai neonati: a cosa serve questa vitamina e quali sono i motivi per cui avviene la somministrazione alla nascita.

L’assunzione di vitamina K è molto importante nella salute dell’uomo e degli animali. Non fanno eccezione i neonati, che devono riceverne un quantitativo adeguato alle loro esigenze.

Vitamina K: cos’è e tipologie

Si tratta di una vitamina liposolubile, solitamente sintetizzata dall’organismo attraverso l’Ileo e il colon.


Sono tre le tipologie di vitamina K conosciute, due d’origine vegetale e una sintetizzata a uso farmacologico: K1 o fillochinone, la cui origine è vegetale, viene sintetizzata dall’Ileo; K2 o menachinone, rilasciata dal colon che la sintetizza a partire dai batteri intestinali; K3 o menadione idrosolubile, sviluppata attraverso procedimenti chimici e utilizzata in ambito medico.

Mamma con neonato
Fonte: Happy mother with newborn baby / Shutterstock


A cosa serve la Vitamina K

L’utilizzo da parte dell’organismo di vitamina K fa riferimento in prevalenza a due aspetti, particolarmente significativi per il buono stato di salute dell’individuo: la struttura delle ossa e la coagulazione. Nel primo caso interviene la K2 stimolando con la sua azione l’osteocalcina.

La vitamina K1 interviene invece durante il processo di coagulazione, attivando le proteine plasmatiche C (che regola il livello di viscosità del sangue evitando il rischio trombosi), M, S, Z e la protrombina (fattore II, si occupa della trasformazione del fibrogeno in fibrino). Tale intervento produce l’attivazione anche dei fattori della coagulazione VII, IX e X.

Un recente studio della Rush University Medical Center ha inoltre collegato l’assunzione di vitamina K si riveli efficace nel contrastare l’insorgenza di declino cognitivo. Sorprendenti fonti di questa sostanza sono basilico essiccato, prezzemolo, bietola e broccoli.

Neonato tiene la mano alla mamma
Fonte: Hand the sleeping baby in the hand of mother close-up / Shutterstock


Perché si somministra ai neonati

La somministrazione di vitamina K alla nascita è inserita nella profilassi abituale post parto. Questo per evitare al neonato il possibile manifestarsi della Malattia Emorragica del Neonato (MEN), una patologia legata a stati carenziali di vitamina K che può portare a emorragie a carattere modesto o di particolare gravità.


Il manifestarsi della MEN può essere precoce, classico o tardivo. Se anticipato può avvenire già nelle prime 24 ore di vita del neonato, a seguito di un ridotto assorbimento di vitamina K per via placentare o in caso di terapie farmacologiche seguite dalle gestanti basate su farmaci inibitori di questo complesso vitaminico.

La forma classica si manifesta di solito dopo il primo giorno di vita e viene ricondotto a un apporto insufficiente di vitamina K attraverso il latte materno. Se di tipo tardivo i primi sintomi possono manifestarsi anche dopo il primo mese di allattamento al seno, seguendo di solito fasi di diarrea prolungata (può essere inoltre indotto da celiachia o fibrosi cistica).


La profilassi in Italia

La profilassi in Italia prevede che al neonato venga somministrata una dose da 1 mg intramuscolo di Konakion, nei momenti successivi alla nascita, per poi somministrare ulterior 2 mg una volta a settimana per 6-8 settimane. Differente è invece l’approccio seguito negli USA, dove alla dose iniziale non è fatta seguire alcuna ulteriore somministrazione.

Le indicazioni previste in Italia prevedono inoltre una dose ulteriore di Konakion da 1 mg per escludere, in caso di diarrea continua per un periodo di una settimana, il possibile manifestarsi di Malattia Emorragica del Neonato di tipo tardivo.

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