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Vitamina D: integratori inutili secondo esperti, meglio il pesce

Vitamina D: integratori inutili secondo esperti, meglio il pesce

Una recente revisione di alcuni studi ha dimostrato che gli integratori di vitamina D possono non aiutare a badare alla salute delle ossa.

Molti esperti si sono pronunciati spesso a favore dell’utilizzo degli integratori di vitamina D per badare alla salute delle ossa. Eppure un recente studio che si configura come una revisione di precedenti ricerche sull’argomento mette in evidenza che l’assunzione di integratori di vitamina D non comporterebbe una minore incidenza di fratture.

Gli integratori non garantirebbero una migliore qualità della densità ossea dell’apparato muscolo-scheletrico degli individui e perciò non rappresenterebbero nemmeno una garanzia in merito alla protezione della salute pubblica. Gli esperti fanno notare che sarebbe meglio ricavare la vitamina D non dai supplementi, ma dalle vie naturali più efficaci come l’esposizione ai raggi del sole e l’alimentazione.

È stato provato scientificamente che il consumo di alcuni cibi possa essere importante per stimolare il corpo alla produzione di vitamina D. In particolare si tratterebbe di mangiare in maniera più frequente pesce, uova e frattaglie. Lo studio ha esaminato il legame tra i livelli di vitamina D e la salute muscolo-scheletrica.

Inoltre ha preso in considerazione la correlazione con altre patologie, come per esempio quelle cardiache, il diabete di tipo 1 e perfino l’incidenza dei tumori. Le conclusioni sono state chiare e hanno messo in evidenza che la richiesta di supplementi negli ultimi anni è aumentata vertiginosamente.

In realtà gli esperti riferiscono che tutto ciò può essere considerato preoccupante, perché l’accumulo di dosi eccessive di vitamina D all’interno dell’organismo può portare ad una serie di problemi di salute come fatica, dolori muscolari, articolari, perdita di memoria e calcoli renali.

La questione dei possibili problemi causati da un eccesso di vitamina D non sarebbe abbastanza conosciuta in tutto il mondo. Inoltre gli esperti hanno cominciato a chiedersi di quanta vitamina D abbiamo realmente bisogno per non incorrere in problemi che riguardano le ossa.

Raccogliendo dati che interessano più di 50 mila persone, i ricercatori della Aberdeen University nel Regno Unito sono arrivati a stabilire che non ci sono chiare statistiche sulle dosi che le persone assumono ogni giorno. Il professor Tim Spector, principale autore dello studio, ha spiegato:

La vitamina D finisce per essere immagazzinata nel corpo dove i livelli possono accumularsi ed essere tossici. I rari casi di sovraccarico di questa vitamina possono portare ad una condizione in cui troppo calcio si accumula nel sangue, determinando anche la formazione di depositi nelle arterie.

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