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Visoni uccisi in Danimarca, le carcasse riemergono dalla fossa comune

Visoni uccisi in Danimarca, le carcasse riemergono dalla fossa comune

Fonte immagine: Pixabay

Visoni uccisi in Danimarca, le carcasse riemergono dalle fosse comuni: colpa dei gas di decomposizione e, forse, di un'errata sepoltura.

Nuova polemica sui visoni uccisi in Danimarca, a causa della diffusione di una versione mutata del coronavirus. Le carcasse degli animali sembra siano infatti riemerse dalla fossa comune in cui sono state seppellite, a causa dei gas prodotti dalla decomposizione e procedure errate di contenimento. È quanto rende noto CBS, riportando l’allarme delle autorità locali.

Come già noto, la Danimarca ha deciso di uccidere tra gli 11 e i 17 milioni di visoni d’allevamento, di recente contagiati dall’uomo con il COVID-19. Gli animali hanno sviluppato una mutazione del virus che, a detta degli esperti, potrebbe rappresentare un pericolo per gli stessi umani.

Visoni, le carcasse riemergono dal terreno

La misura è stata decisa d’urgenza poiché, a differenza di molte altre specie animali analizzate negli ultimi mesi, i visoni possono trasmettere a loro volta il coronavirus all’uomo. Così le autorità hanno optato per la soppressione di massa e le carcasse sono state poi seppellite in profonde fosse comuni, pensate per evitare contaminazioni di tipo ambientale.

Eppure negli ultimi giorni si è registrato uno strano e preoccupante fenomeno, in particolare nei pressi della città di Holstebro, dove è sorta una di queste fosse comuni gestite dall’esercito. I corpi degli animali sono infatti tornati in superficie, spinti dalla pressione dei gas di decomposizione emessi dalle loro carcasse e, forse, dall’impiego di un terriccio troppo morbido. Ed è anche partita una piccola polemica tra il Ministro dell’Ambiente, il quale ha assicurato che i visoni siano stati seppelliti a quasi 2 metri di profondità, e un’emittente pubblica che ha invece rilevato una sepoltura di soli 0,91 metri. Sono intervenuti anche i gruppi ambientalisti, pronti a sottolineare come la fossa comune sia sorta nelle immediate vicinanze di un lago, con tutti i rischi di inquinamento e contaminazione che ne conseguono.

Il Ministero è subito intervenuto per rassicurare la popolazione:

Si tratta di un problema temporaneo dovuto al processo di decomposizione degli animali. Per evitare potenziali problemi agli animali e agli umani, l’area sarà monitorata 24 ore al giorno, finché non verranno erette opportune barriere.

Gli esperti danesi hanno sottolineato che le possibilità di contagiarsi con il nuovo coronavirus da esemplari deceduti siano ridotte, poiché non vi è più respirazione e il contatto diretto può essere escluso. Alcuni gruppi di persone, però, domandano perché le carcasse non siano state incenerite.

Fonte: CBS

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