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Visoni e Covid, l’Emilia Romagna chiuderà due allevamenti?

Visoni e Covid, l’Emilia Romagna chiuderà due allevamenti?

Fonte immagine: Pixabay

Visoni e coronavirus, l'Emilia Romagna valuta la chiusura di due allevamenti in via precauzionale, per proteggere la salute pubblica.

Il caso dei visoni contagiati dal coronavirus raggiunge l’Italia, destando comprensibile preoccupazione sulle possibili conseguenze dell’infezione. E così l’Emilia Romagna potrebbe decidere di chiudere due allevamenti, per la tutela della salute pubblica. È quanto rende noto Repubblica in un aggiornamento, sebbene al momento la situazione apparirebbe ancora in evoluzione.

Così come già noto, nei visoni il coronavirus si diffonde molto rapidamente, a seguito di un’infezione dovuta all’interazione con gli umani. Questi animali possono trasmettere il Covid nuovamente all’uomo e, negli ultimi giorni, alcune indagini condotte in Danimarca hanno svelato l’esistenza di una versione mutata del virus.

Visoni e Covid: il caso in Emilia Romagna

Sono due gli allevamenti di visoni che potrebbero giungere a chiusura: le strutture si troverebbero rispettivamente a Ravenna e Galeata, in provincia di Forlì-Cesena. La Regione sarebbe intenzionata a richiedere lo stop alle attività della struttura, ma la competenza è del Ministero della Salute, così come spiega dalle pagine di Repubblica l’assessore regionale Raffaele Donini:

È di competenza del Ministero della Salute, ma nelle sedi opportune farò rilevare come sia opportuno considerare la chiusura di questi allevamenti.

Al momento non si rileverebbe una mortalità alterata in queste due strutture rispetto agli scorsi anni: gli esemplari si troverebbero tutti in buone condizioni di salute e non sarebbero stati rilevati casi di contagio da Covid. Le autorità starebbero però pensando a un’azione precauzionale, per evitare l’eventuale diffusione di infezioni, così come già avvenuto in diversi Paesi europei.

Ad esempio, la Danimarca ha deciso di sopprimere tra i 15 e i 17 milioni di esemplari presenti negli allevamenti della nazione, dopo l’apparizione di una versione mutata del coronavirus. Il virus mutato sarebbe già trasmesso ad alcuni lavoratori di questi allevamenti e, al momento, i medici avrebbero giudicato non sufficiente la risposta anticorporale sviluppata.

Fonte: Repubblica

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