Vino vegano: come sceglierlo

Vino vegano: come sceglierlo

Come si fa a riconoscere il vino adatto a una dieta vegana? La certificazione è importante, ma bisogna saper riconoscere anche gli ingredienti.

Per chi si approcci alla dieta vegana per la prima volta, può essere una scoperte stupefacente: il vino non è tutto cruelty free. Magari quando si beve del vino, ci si immagina semplicemente un processo di produzione che avviene completamente in campagna, estraendo il succo d’uva e sistemandolo nelle botti per l’invecchiamento, ma naturalmente, anche se tutti sanno benissimo che non è così, è questa l’immagine che i film e la televisione spesso rimandano. Innanzi tutto, bisogna specificare che un vino, per essere adatto a un’alimentazione vegan, non deve essere assolutamente testato su animali, come accade per alcuni marchi di alcolici, ma niente paura: in rete si possono trovare delle liste di marchi di vino vegano, se si è abbracciata questa filosofia.

In generale, come per ogni cosa che si immetterà nel proprio organismo, bisogna imparare a leggere le etichette con attenzione, non solo per questioni di salute personale e di problemi da prevenire: è lì che ci sarà scritto se nel vino che si andrà a bere ci sono delle sostanze che non sono affatto amiche dei quattrozampe, anche perché il vino vegan è certificato, per cui se riporta la dicitura di certificazione va bene, altrimenti è meglio desistere. Non solo, per riconoscere un vino coerente ad una dieta vegana ci si deve informare su delle caratteristiche di produzione, sugli ingredienti aggiuntivi che non rendono il prodotto cruelty free. L’ideale sarebbe andare direttamente alla fonte e quindi al produttore locale che così assicura un doppio vantaggio: vino vegan al 100% e tutti i benefici che comporta un vino a chilometro zero. Inoltre, in questo modo, si può anche sapere che perfino i concimi usati nella produzione siano stati di natura animale.

IMG_2995

Sostanze organiche di origine animale

I produttori hanno la scelta sulle sostanze organiche da aggiungere: se si è vegan, ci si deve indirizzare verso un vino che contenga sostanze di origine minerale. Le sostanze organiche di origine animale contenute nei vini da rifuggire sono per lo più gelatina, sangue bovino, albumina, caseina, caseinati, colla d’ossa, colla di pesce. Solitamente queste sostanze vengono utilizzate per la chiarificazione del vino, bianco o rosso, per cui bisogna orientarsi verso vini che si avvalgono di processi di produzione differenti, come per esempio la filtrazione. La filtrazione viene utilizzata obbligatoriamente per spumanti e champagne, ma al tempo stesso non è sempre detto che tali bevande siano vegan.

Non farsi ingannare dalle diciture bio

Non è detto che un vino biologico sia anche cruelty free. È sempre l’informazione a dover guidare l’utente verso una scelta quanto più consapevole e sicura per un’alimentazione vegan che sia realmente tale. Solitamente chi opta per il bio è per non ritrovarsi ad avere a che fare con sostanze chimiche, ma potrebbe essere probabile che in esso ci siano presenti ingredienti di natura animale.

Coloranti

Il vino rosso, in particolare, deve essere osservato da un buon occhio vegan e quindi se si è alle prime armi in questo mondo si deve prestare grande attenzione. Sull’etichetta, si potranno notare le aggiunte di coloranti – e questo vale soprattutto per i rossi, appunto – come l’E120, che è di natura animale.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

4women4earth: intervista a Max Paiella