Verdure surgelate Findus: 5 falsi miti da sfatare

Verdure surgelate Findus: 5 falsi miti da sfatare

Fonte immagine: assente

Sostenibilità ambientale, qualità delle materie prime, origine 100% italiana: ecco perché scegliere le verdure surgelate Findus.

Minestrone Tradizione 100% italiano, Spinaci e Pisellini Primavera sono solo alcuni dei prodotti vegetali surgelati Findus, amati e scelti da tantissimi consumatori. L’azienda intatti è leader in Italia nel settore dei surgelati; giusto per citare qualche numero: sono ben 48mila le tonnellate di vegetali che vengono lavorate durante l’anno, 13 milioni le famiglie consumatrici e una percentuale di volumi pari all’80% del totale.

Senza dubbio Findus, con la sua filosofia improntata alla cura del consumatore e alla qualità delle materie prime, ha risposto alle odierne esigenze di praticità ed efficienza che sempre più spesso si affacciano sulle nostre tavole. Tuttavia, rimane un certo scetticismo verso il vasto panorama dei cibi pronti e surgelati, soprattutto se si tratta di materie prime così importanti e delicate come le verdure.

Ma siamo davvero convinti di nutrire le nostre convinzioni con la giusta consapevolezza? Quanto alle proprietà nutrizionali, le verdure surgelate si distinguono effettivamente da quelle fresche? E il processo di surgelazione è realmente lontano dai concetti di “sostenibilità” e “qualità”?

Ecco, allora le risposte ai 5 falsi miti più diffusi.

1. Coloranti e conservanti? Ecco come funziona il processo di surgelazione delle verdure Findus

Forse non sarà il più antico metodo di conservazione, ma la surgelazione rappresenta una delle tecniche migliori per preservare materie prime e cibi precotti senza l’utilizzo di additivi, coloranti e conservanti aggiunti artificiali. In Findus, il processo di surgelazione consiste nel portare le verdure, in brevissimo tempo, ad una temperatura inferiore ai -18° in modo da evitare la proliferazione di batteri ed agenti patogeni che potrebbero svilupparsi nel delicato lasso di tempo del raffreddamento. L’obiettivo, quindi, è quello di avvalersi solo ed esclusivamente dei benefici del freddo senza ricorrere a strumenti chimici esterni. Questa filosofia incentrata sulla massima naturalità del prodotto parte dal momento della raccolta, durante il quale gli agronomi controllano con puntiglio e precisione lo stato delle sementi e dei campi senza intervenire preventivamente con l’uso di fertilizzanti o sostanze chimiche. Il risultato è che ad oggi nelle coltivazioni Findus i fertilizzanti vengono impiegati solo in relazione alle esigenze di specifiche colture: pensate, per esempio, che nel caso degli spinaci, nell’ultimo ventennio si è registrata una diminuzione del 20%, a fronte di un aumento di resa pari al 18%.

2. Le verdure surgelate perdono davvero le proprietà nutrizionali? Findus è attenta a preservarle, dal campo alla busta

“Sostenibilità fa rima con qualità”: questo vuol dire che l’adozione di politiche agricole rispettose dell’ambiente e delle colture stesse si riflettono direttamente sulla qualità dei prodotti.

In termini pratici, la scelta Findus di coltivare le verdure solo “in pieno campo” – ossia all’aria aperta e non in serra – rispettandone la stagionalità e selezionando i terreni e le sementi migliori, si traduce nella produzione di verdure sicure e buone non solo per l’ambiente, ma anche e soprattutto per i consumatori. Il brevissimo lasso di tempo che intercorre tra la raccolta di alcune verdure e il momento della loro surgelazione – che nel caso dei Pisellini è di 3 ore – consente di conservare tutte le proprietà nutrizionali ed organolettiche senza alcuna differenza significativa tra l’apporto di nutrienti dei prodotti freschi e di quelli surgelati. In questo senso, diverse ricerche hanno dimostrato che, talvolta, le verdure surgelate – grazie ai ristretti tempi di lavorazione della filiera produttiva – riescono a conservare meglio alcuni tipi di vitamine rispetto alle verdure fresche che non sempre vengono consumate subito dopo l’acquisto.

3. Alto impatto ambientale? La filiera produttiva delle verdure surgelate diventa sostenibile

A partire da quest’anno, l’adesione di Findus alla SAI Platform (Sustainable Agriculture Initiative) è diventata sinonimo di qualità e sostenibilità dell’intera filiera produttiva delle verdure surgelate: dalla raccolta alla produzione. L’obiettivo? Uniformare allo standard di sostenibilità FSA (Farm Sustainability Assessment), entro il 2019, il 90% dei volumi totali di vegetali. Nella pratica, l’utilizzo di soluzioni di agricoltura sostenibile significa coinvolgere tutti gli attori della catena produttiva – dagli agricoltori ai distributori – in un circolo virtuoso fatto di rispetto per l’ambiente e implementazione di buone pratiche agricole. Tra queste ultime, per esempio, Findus ha intrapreso un percorso di riduzione del consumo di acqua ed energia, scegliendo i sistemi d’irrigazione più idonei per ciascuna coltura ed in particolar modo, lì dove possibile, aumentando l’utilizzo di sistemi d’irrigazione a bassa pressione, che consentono piccole e mirate somministrazioni d’acqua

Portare in tavola le verdure surgelate Findus, vuol dire quindi scegliere consapevolmente di rendersi parte integrante di un sistema produttivo sicuro e all’avanguardia.

4. Ma da dove provengono le verdure surgelate? Findus ha rapporti diretti con le aziende agricole italiane

La forza delle relazioni con le realtà del territorio: è questo uno dei principali punti di forza di Findus. Più di 600 le aziende agricole italiane coinvolte nella filiera produttiva; con l’obiettivo di valorizzare anche le eccellenze del territorio. Sono questi i dati alla base della sicurezza della provenienza e dell’origine di ogni prodotto. Come per gli spinaci 100% italiani, provenienti per la maggior parte da campi situati a pochi chilometri dallo stabilimento a Cisterna di Latina o dalla Puglia; anche il Minestrone Tradizione si compone di sole verdure 100% italiane, coltivate in modo sostenibile: dalla Patata del Fucino IGP, al Basilico Genovese DOP, passando per la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP.

5. E se con le verdure surgelate Findus si sprecasse di meno?

La sostenibilità ambientale è fatta di scelte quotidiane: decidere di adottare uno stile di vita il più possibile virtuoso significa prestare attenzione ad aspetti, quali: quantità utilizzate, tipologie di packaging e gestione dei rifiuti. Da questo punto di vista, le verdure surgelate, consentono un maggiore controllo delle porzioni, potendo utilizzare solo quelle effettivamente necessarie, senza il rischio di sprecare la quantità rimanente. Di contro, gli alimenti freschi generano più sprechi: una pianificazione dei pasti più intelligente unita ad un consumo più frequente di prodotti surgelati potrebbe comportare una riduzione di emissioni di gas serra. Quanto alla gestione dei rifiuti, Findus riutilizza gli scarti colturali attraverso un interramento nel suolo smaltisce in modo differenziato i materiali di rifiuto. E ancora: Entro il 2019 il 90% dei volumi totali di vegetali Findus sarà conforme allo standard di sostenibilità FSA (Farm Sustainability Assessment) e verificato da un audit di un ente terzo.

Articolo scritto in collaborazione con Findus

Seguici anche sui canali social