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Vegetariani: meno rischi al cuore secondo l’Università di Oxford

Vegetariani: meno rischi al cuore secondo l’Università di Oxford

Essere vegetariani aiuta a proteggere il proprio cuore. Lo sostiene uno studio dell'Università di Oxford sugli effetti di una dieta priva di carne e pesce.

Il cuore dei vegetariani è più forte di quello degli onnivori. Secondo uno studio della Cancer Epidemiology Unit presso l’University of Oxford, chi segue una dieta priva di carne e pesce è sottoposto ad un rischio di malattie cardiache inferiore rispetto agli altri. I risultati sembrano quindi aprire alla possibilità di ridurre l’elevato numero di decessi legati a simili patologie. Solo nel Regno Unito colpiscono circa 65.000 individui all’anno mentre rappresentano ormai la principale causa di mortalità nei Paesi più sviluppati.

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Seguire una dieta vegetariana ridurrebbe, secondo lo studio, il rischio di malattie cardiache del 32% rispetto ad una onnivora. A partire dal 1990 sono stati tenuti sotto osservazione per la European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC)-Oxford 45.000 volontari, il 34% di questi vegetariani. Le valutazioni effettuate dai ricercatori evidenziano livelli di colesterolo e di pressione sanguigna inferiori tra chi non consuma carne e pesce, ma non solo.

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Valori più bassi si registrano anche per quanto riguarda l’Indice di Massa Corporea (IMC) e per quanto riguarda il possibile sviluppo di forme di diabete. Anche escludendo l’IMC dalla percentuale finale, la possibilità di sviluppare patologie legate al cuore calano del 28% rispetto agli onnivori.

Stando alle conclusioni finali della ricerca, finanziata dal Cancer Research UK and the Medical Research Council, l’alimentazione si dimostrerebbe ancora una volta di assoluto rilievo per quanto riguarda la prevenzione delle malattie. I risultati aprono infine a nuovi progetti di studio per verificare le possibilità offerte dalla dieta vegetariana. Secondo quanto afferma uno degli autori principali della ricerca, la Dr. Francesca Crowe:

Molta della differente percentuale di rischio è probabilmente causata da effetti sui livelli di colesterolo e sulla pressione sanguigna e mostra l’importante ruolo della dieta nella prevenzione delle patologie cardiache.

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