Vaquita: ne rimangono al mondo meno di 19 esemplari

Vaquita: ne rimangono al mondo meno di 19 esemplari

Fonte immagine: NOAA via Wikipedia

Rimangono al mondo meno di 19 esemplari di vaquita, un cetaceo del Golfo della California, preso d'assalto dalla pesca illegale.

La focena del Golfo della California, un piccolo cetaceo noto ai più come vaquita, ha purtroppo i giorni contati. La specie è ormai sull’orlo dell’estinzione: dalle ultime analisi emerge come siano meno di 19 gli esemplari oggi in vita, forse addirittura 12. Un vero e proprio dramma, un fallimento in termini di biodiversità e conservazione, se si considera come solo nel 2012 se ne contavano almeno 200 esemplari.

La conferma del triste destino per la Phocoena sinus, uno dei cetacei più rari al mondo, arriva da un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society Open Science: il numero di questi mammiferi marini è drasticamente sceso dal 2012 a oggi, così come già accennato, tanto da rendere davvero complessa la moltiplicazione della specie. Nel 2012 se ne contavano 200 esemplari, nel 2016 circa 30 e oggi meno di 19.

Per monitorare la distribuzione della popolazione della vaquita, gli scienziati hanno utilizzato un sistema di ecolocalizzazione, tramite l’analisi di 46 campioni acustici. Questi esemplari producono infatti dei suoni di continuo, come una sorta di vibrazione senza interruzione, e pertanto è relativamente semplice identificarli con tecnologie biosonar, considerando come l’avvistamento visivo sia impossibile data la rarità di questi esemplari.

Le cause principali dell’ormai prossima estinzione di questa specie risiedono innanzitutto nella pesca illegale, fatta con reti da posta, poiché questa varietà di cetaceo è stata a lungo molto richiesta soprattutto sui mercati del Messico. Ancora, spesso la vaquita rimane involontariamente impigliata nelle reti disposte per la cattura del totoaba, morendo senza possibilità di fuga. Sebbene il Messico abbia vietato la pesca del totoaba nel 1975, prosegue la cattura illegale poiché molto richiesto sul mercato asiatico: può raggiungere anche gli 80.000 dollari al chilo, poiché considerato un rimedio prezioso per la medicina tradizionale cinese. La cattura del totoaba porta, come prima conseguenza, la morte della vaquita.

Vi è però una notizia positiva in quello che, a tutti gli effetti, appare come un dramma animale. I pochi esemplari rimasti sono in ottime salute e sono stati identificati anche due cuccioli. Se si attueranno le giuste strategie di protezione e conservazione, non si può escludere che il numero di questi esemplari possa tornare a crescere. Una tutela che non deve avvenire solo sul fronte scientifico, ma anche su quello legale – per evitare la pesca illecita – e culturale.

Fonte: The Smithsonian

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