Vaccino coronavirus inefficace sui macachi

Vaccino coronavirus inefficace sui macachi

Fonte immagine: Pexels

Un vaccino contro il coronavirus sperimentato a Oxford si rivela inefficace sui macachi: riduce i sintomi ma non blocca l'infezione.

Un vaccino per il coronavirus sviluppato dall’Università di Oxford ha dimostrato un’efficacia solo parziale sui macachi. È questo il risultato dei primi trial sulla soluzione ChAdOx1 nCoV-19, dopo l’avvio delle prime fasi di test su ratti e macachi rhesus condotte dall’US National Institute of Health. A darne notizia è l’Independent.

Secondo quanto riferito dalla testata britannica, a sei macachi è stata somministrata una done di vaccino contro il coronavirus. Il farmaco si è rivelato efficace per evitare pericolose polmoniti, ma non ha bloccato l’infezione: gli animali hanno sviluppato sintomi da COVID-19, seppur in modo blando.

Sebbene gli esperti ritengano si tratti comunque di un risultato incoraggiante, poiché il vaccino impedisce l’evoluzione della malattia in gravi complicanze, permangono dei dubbi. È infatti necessario comprendere se questi animali rimangano comunque in grado di trasmettere il coronavirus, nonostante la vaccinazione.

L’opinione degli esperti

Al momento non è dato sapere perché i macachi abbiano sviluppato solo un’immunità parziale al virus, né se siano necessarie più dosi per ottenere una protezione completa. Jonathan Ball, docente dell’Università di Nottingham, ha spiegato come i risultati siano “incoraggianti”, pur rimanendo evidenti alcune preoccupazioni:

Se dovesse accadere una cosa simile negli umani, le persone vaccinate potrebbero essere comunque contagiate ed espellere grandi quantità di virus. Quest’ultimo potrebbe diffondersi ad altri membri della comunità. Se le persone più vulnerabili non sono protette allo stesso livello dal vaccino, si troveranno a rischio. Per questo è necessario monitorare attentamente l’efficacia del vaccino nelle popolazioni più vulnerabili.

A preoccupare gli scienziati soprattutto la presenza del virus nelle cavità nasali delle scimmie vaccinate. Così ha spiegato Eleanor Riley, docente di immunologia presso l’Università di Edimburgo:

Se si dovessero ottenere simili risultati negli umani, il vaccino potrebbe fornire solo una protezione parziale contro la malattia e ciò è improbabile riduca la trasmissione all’interno della comunità.

Più ottimista è l’immunologo Florian Krammer, convinto che la protezione completa possa giungere con somministrazione multipla:

Nessuno dei vaccini in fase di sviluppo funzionerà con una sola iniezione. Questo risultato è arrivato solo dopo una nuova iniezioni e i polmoni sono risultati protetti. Due iniezioni potrebbero essere risolutive.

Si ricorda come il ChAdOx1 nCoV-19 sia soltanto uno dei tanti vaccini in fase di sviluppo per combattere il coronavirus. Nonostante l’efficacia parziale, vi sono degli elementi positivi: non si registrano effetti collaterali degni di nota né un effetto paradosso della stessa vaccinazione, ovvero il peggioramento dei sintomi da infezione.

Fonte: Independent

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