Vacche sacre: cinque curiosità

Vacche sacre: cinque curiosità

Fonte immagine: Pixabay

Le vacche sono animali considerati sacri in India e per questo possono muoversi liberamente: sono tanti gli aneddoti che caratterizzano la loro vita.

Le vacche sacre sono una presenza fissa nelle strade polverose dell’India: dall’aspetto piuttosto mansueto e dalla fisicità magra, sono animali considerati sacri e per questo venerati. La tradizione religiosa locale ne impedisce l’uccisione e quindi l’impiego per scopi alimentari: le mucche sono libere di vagare ovunque alla ricerca di cibo, spesso bloccando il transito di auto e pedoni. Simbolo indiscutibile dell’induismo, la mucca sacra nasconde una serie di aneddoti e curiosità.

Simbolo religioso

Amata e venerata, la mucca è nota come “Gau mata” o “madre mucca”: viene portata in processione e vanta anche una rivista dedicata all’amore nei suoi confronti. Nella mitologia indù l’animale è presente accanto alle divinità più note, come Shiva che cavalca un toro e Krishna che è un dio pastore. Il suo è un corpo con simboli precisi, a partire dalle corna che rappresentano gli dei. Le zampe sono invece le antiche scritture indù e le mammelle i quattro obiettivi della vita, quali ricchezza materiale, desiderio, giustizia e salvezza.

Perché la mucca?

Vacca sacra

Quella della mucca non è una scelta casuale, perché è un animale gentile e prodigo di doni: infatti può garantire latte, formaggio o burro (o ghee), che vengono impiegati per il culto degli dei, quindi urina e sterco. La sua celebrazione ha coinciso con l’arrivo del buddismo e del jainismo, due religioni vegetariane dove la presenza della carne è esclusa. Successivamente la figura di questi animali venne associata alla casta dei brahmani, personalità di spicco al primo posto della scala sociale: uccidere una mucca avrebbe coinciso con l’uccisione di un brahmano e, per questo, ne fu vietata la pratica.

Mucche e società

Come anticipato, le vacche rivestono un ruolo sacro all’interno della società, per questo è quasi impossibile ucciderle: chi si è macchiato di questo reato è stato linciato dalla popolazione o perseguito legalmente. Nell’antichità vennero consumate vere e proprie guerre in onore delle mucche sacre, che produssero morti e feriti, ma questo divieto da sempre si scontra con la divisione in caste della realtà indiana. La carne di bovino è quasi esclusivamente la fonte di sostentamento delle realtà rurali e delle popolazioni più povere, non poterla consumare è un grosso problema anche dal punto di vista economico. La politica si è spesso schierata dalla parte delle mucche, imponendo leggi severe e normative restrittive sia per la macellazione che per il consumo.

Tempi moderni

Vacca sacra

L’avanzare della società attuale ha consentito l’allontanamento delle mucche dalle strade più trafficate, perché considerate un vero e proprio pericolo pubblico, ma l’obiettivo è quello di spostarle fuori dalle zone urbane. L’impossibilità di utilizzarle per la macellazione ne ha reso quasi impossibile la vendita e, per questo motivo, sono molti gli esemplari che vengono abbandonati a una vita di indigenza. Alcune finiscono nei campi coltivati alla ricerca di cibo, altre nelle discariche a morire di fame, tante si aggirano per le zone più rurali divenendo un pericolo per il traffico locale.

Riserve

Per garantirgli un futuro migliore, la politica sta pensando di creare rifugi e santuari attrezzati, sovvenzionati da una serie di tasse ad hoc. Tra le ipotesi anche la creazione di una stalla in ogni villaggio dove ospitarle, quindi l’etichettatura RFID degli esemplari randagi, così da riconoscerle e identificarle più facilmente.

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