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USA: stop agli esperimenti sui gatti per la toxoplasmosi

USA: stop agli esperimenti sui gatti per la toxoplasmosi

Fonte immagine: Pixabay

Gli USA hanno deciso di sospendere gli esperimenti sui gatti per studiare la toxoplasmosi: è quanto rende noto il Dipartimento dell'Agricoltura locale.

Gli Stati Uniti hanno deciso di sospendere gli esperimenti sui gatti per studiare la toxoplasmosi, come conseguenza delle numerose proteste che si sono susseguite nel corso dell’ultimo anno. La conferma giunge dal Dipartimento dell’Agricoltura a stelle e strisce, così come sottolinea CBS News, con lo stop di tutti i progetti avviati sin dal 1982.

Secondo quanto riferito dalla fonte statunitense, negli ultimi decenni i laboratori dell’Agricultural Research Service (ARS) hanno analizzato l’evoluzione della toxoplasmosi nei gatti, allo scopo di studiare la sicurezza alimentare. Nel dettaglio, ai felini sarebbero stati sottoposti dei ratti colpiti dal parassita e, una volta infettati, i gatti sarebbero stati soppressi a scopo di test. Secondo quanto riferito da White Coat Waste Project, un organizzazione no-profit che da diversi anni segue la questione, il programma sarebbe costato 22 milioni di dollari e avrebbe comportato la perdita di 3.000 gatti. Ancora, sempre secondo l’organizzazione, nei laboratori vi sarebbero stati anche fenomeni di cannibalismo fra simili.

I gatti rappresentano la specie dove il Toxoplasma gondii, il parassita responsabile della toxoplasmosi, conclude il suo intero ciclo di vita: dopo aver infettato il felino, le oocisti vengono espulse con le feci, contaminando l’ambiente circostante. L’infezione per l’uomo avviene per via oro-fecale, quindi con l’ingestione di particelle contaminate, per questa ragione il semplice accudimento di un gatto è considerata una pratica a basso rischio, soprattutto se si seguono le normali procedure igieniche per la pulizia della lettiera. Decisamente più frequente, invece, è l’infezione come conseguenza dell’ingestione di alimenti contaminati dalle feci del felino, come verdura e ortaggi non perfettamente lavati: è proprio su questo fronte, quello alimentare, che si concentravano gli studi in corso.

Così come CBS News riporta, ad aver contribuito alla decisione di sospendere i test non solo le proteste di organizzazioni e di singoli cittadini, ma anche e soprattutto le opinioni di alcuni rappresentanti del Congresso. Di recente, ad esempio, alcuni politici avevano promosso il “Kittens in Traumatic Testing Ends Now Act”, per richiedere che simili esperimenti non venissero realizzati con il supporto di fondi pubblici. In ogni caso, il Dipartimento dell’Agricoltura ha sottolineato come nessun gatto sia stato infettato con il Toxoplasma gondii a partire dal settembre 2018.

Fonte: CBS News

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