Uova No Kill: cosa sono e vantaggi

Uova No Kill: cosa sono e vantaggi

Fonte immagine: Pixabay

Le uova no kill non comportano la soppressione dei pulcini maschi, grazie a un processo di selezione a monte: ecco funzionamento e vantaggi.

Le uova rappresentano uno degli ingredienti più diffusi all’interno dell’alimentazione umana, in particolare per coloro che seguono un regime alimentare onnivoro. Eppure, da qualche anno a questa parte, sul consumo di uova si è sviluppato un acceso dibattito etico: con lo sviluppo e la moltiplicazione di allevamenti di tipo industriale, la richiesta di galline ha spesso portato alla pratica della soppressione degli esemplari maschi, poiché non utili a livello produttivo.

Sebbene esistano numerose realtà virtuose, come gli allevamenti tradizionali o quelli all’avanguardia sul fronte del rispetto dei diritti di base degli animali, nel mondo la consuetudine all’eliminazione dei pulcini maschi è ancora molto diffusa. Per ovviare a questa problematica, sono state di recente inventate le cosiddette “uova no kill”. Cosa sono e quali sono i vantaggi di questo approccio?

Uova No Kill: cosa sono

Pulcino

Così come già accennato, le uova sono un ingrediente molto diffuso nell’alimentazione umana: si stima, ad esempio, che negli Stati Uniti l’acquirente medio consumi circa 278 esemplari l’anno. Negli ultimi decenni sono sorti degli allevamenti specializzati nella produzione su larga e larghissima scala, con centinaia o migliaia di galline presenti, proprio per rispondere all’elevata richiesta di mercato. Questa condizione, però, ha portato a una rigida selezione dei pulcini, salvando gli esemplari di sesso femminile – poiché ovviamente necessari alla deposizione delle uova – e all’immediata soppressione dei maschi subito dopo la schiusa.

Per evitare la crudeltà della soppressione, l’azienda tedesca Seleggt, in collaborazione con gli scienziati dell’Università di Lipsia, ha investito ingenti somme di denaro per creare un metodo di identificazione delle uova fecondate che non comporti l’uccisione dei pulcini di sesso maschile dopo la schiusa. Impiegando uno speciale laser, sul guscio delle uova fecondate viene praticato un minuscolo foro, allo scopo di prelevare una piccola quantità di liquido. Quest’ultimo viene sottoposto a rapida analisi per l’identificazione dell’ormone estrone solfato, tipico delle femmine. A seguito dell’analisi, dalla durata di pochissimi secondi, le uova con ormoni femminili proseguono il loro processo di incubazione per ottenere delle galline ovaiole, mentre quelle maschili vengono polverizzate e rese un alimento per bestiami. Poiché l’intero processo avviene nelle fasi iniziali della fecondazione, l’eliminazione delle uova avviene prima dello sviluppo stesso del pulcino. Dai numerosi test condotti, il sistema si è rivelato per il 98.5% affidabile e, dalla fine del 2018, sono arrivate sul mercato le prime proposte “no kill”, ribattezzate Respeggt.

Uova No Kill: vantaggi

Uova

Sono diversi i vantaggi di questo nuovo e innovativo approccio. Il primo, nonché il più evidente, è l’eliminazione della necessità di sopprimere pulcini. Potendo selezionare preventivamente le uova fecondate che potranno sviluppare un esemplare femmina, infatti, si evita di dover uccidere i rappresentati maschili dopo la schiusa. Un beneficio non da poco, considerando come diverse inchieste negli ultimi anni abbiano svelato l’esistenza di metodi cruenti per l’eliminazione di questi animali in vari allevamenti. Secondo quanto affermato dal Ministero dell’Agricoltura tedesco e dall’amministratore delegato di Seleggt, Ludger Breloh, se nel mondo venissero impiegate metodologie analoghe si potrebbe evitare la soppressione di ben 6 miliardi di pulcini.

Il secondo vantaggio, invece, è sul fronte del recupero. Così come già anticipato, le uova che non presentano l’ormone femminile vengono polverizzate per la creazione di mangimi per bestiami: in questo modo, non vi sono materiali di scarto né sprechi.

Naturalmente, si tratta di un primo e importante passo per giungere ad allevamenti maggiormente attenti alle esigenze degli animali: anche il consumatore può fare la propria parte, ad esempio optando per quelle realtà su base tradizionale, dove le galline sono libere di razzolare all’aperto, o ancora impianti dove l’allevamento avviene a terra.

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