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Uova contaminate da fipronil: trovati due campioni positivi in Italia

Uova contaminate da fipronil: trovati due campioni positivi in Italia

Fonte immagine: bhaag0919 / Pixabay

Le uova contaminate sarebbero anche in Italia: sono stati trovati due campioni positivi all'insetticida fipronil, secondo il Ministero della Salute.

Le uova contaminate sarebbero anche in Italia. Sui 114 campioni analizzati nel nostro Paese due sarebbero risultati positivi al fipronil. Ad annunciarlo è stato il Ministero della Salute, che ha fatto scattare subito gli accertamenti per cercare di capire la causa che avrebbe portato alla contaminazione da insetticida.

Alcuni giorni fa le autorità italiane avevano rassicurato sul fatto che nel nostro Paese né uova né derivati sarebbero stati contaminati. Diversi sono i casi della Francia, del Belgio, della Germania, dell’Olanda, Paesi in cui alcuni allevamenti sono stati chiusi perché sono state trovate tracce di fipronil utilizzato nelle disinfestazioni.

I NAS hanno effettuato molti campionamenti sui prodotti presi da negozi e supermercati, soprattutto concentrando l’attenzione su merci che provengono dai Paesi interessati inizialmente dall’allarme.

Il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo ha chiesto adesso al Governo di rispondere all’emergenza pubblicando l’elenco dei prodotti coinvolti. Moncalvo ha sottolineato che il problema delle uova contaminate riguarda soltanto quelle importate dall’estero.

Nessun pericolo ci sarebbe per le uova di origine italiana, che sono facilmente riconoscibili perché su di esse è riportata l’indicazione dell’origine. Sul guscio delle uova di gallina c’è un codice che indica il tipo di allevamento attraverso la specificazione di un numero e lo Stato in cui è stato deposto.

Le uova italiane rappresentano una grande produzione, diffusa su 1.600 allevamenti professionali. La Coldiretti ha fatto presente che la produzione nazionale di uova dovrebbe essere maggiormente valorizzata, perché si basa su 12,9 miliardi di prodotti in grado di soddisfare l’intero fabbisogno nazionale.

La Coldiretti ha specificato che non ci sarebbe nemmeno la necessità di fare ricorso alle importazioni dall’estero grazie alle produzioni locali dislocate soprattutto in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia.

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