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Uova contaminate da Fipronil: sotto accusa i controlli del Belgio

Uova contaminate da Fipronil: sotto accusa i controlli del Belgio

Fonte immagine: bhaag0919 / Pixabay

Per le uova contaminate da Fipronil i controlli del Belgio vengono messi sotto accusa per la probabile diffusione di false notizie da parte dell'Afsca.

Il caso delle uova contaminate da Fipronil continua a far discutere e a creare polemiche anche a livello internazionale. L’inizio della questione dell’insetticida risale all’estate del 2017 e ha coinvolto 26 dei 28 Paesi che fanno parte dell’Unione Europea, oltre ad altri al di fuori dei confini dell’UE.

Adesso a finire sotto accusa è l’Agenzia per la sicurezza alimentare belga, a cui viene rimproverata la probabile diffusione di false notizie sullo scandalo. La Procura di Bruxelles ha effettuato delle perquisizioni presso la sede dell’agenzia. Sono state le autorità tedesche a segnalare come in Belgio molto probabilmente si sarebbero avuti dei ritardi nelle comunicazioni sulla scoperta delle uova contaminate da Fipronil.

L’Afsca viene anche accusata di aver ritardato l’uscita di altre notizie sempre relative alle uova contaminate da Fipronil. La questione non può essere sottovalutata, anche perché le ultime notizie che giungono dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare dicono che la contaminazione pone ancora molti dubbi.

Sono stati esaminati più di 5 mila campioni di uova in 8 Paesi nel periodo che intercorre tra l’1 settembre e il 30 novembre 2017. Sono stati riscontrati 742 casi positivi, uova in cui i livelli residui dell’insetticida superano i livelli massimi consentiti per legge. I Paesi produttori di queste uova sono i Paesi Bassi, la Germania, la Polonia, l’Ungheria, la Francia, la Slovenia, la Grecia e 40 casi positivi sono stati riscontrati anche in Italia.

Proprio per questo motivo, di fronte ad una situazione che crea ancora parecchie perplessità, il rapporto dell’Efsa, riscontrando tracce di contaminazione ancora legate al Fipronil, raccomanda di includere questa sostanza chimica nelle attività di monitoraggio di tutti gli Stati che fanno parte dell’Unione Europea. Tutto ciò avrebbe l’obiettivo di scongiurare ulteriori pericoli per la sicurezza alimentare degli Stati comunitari. In sostanza si tratterebbe di un’attività di prevenzione, per la tutela della salute dei consumatori.

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