Una nave solare volante consegnerà medicine in luoghi remoti

Una nave solare volante consegnerà medicine in luoghi remoti

Un ente benefico canadese raccoglie fondi per costruire una nave volante alimentata da elio e fotovoltaico.

Una nave solare volante potrebbe risolvere il problema della consegna delle medicine in luoghi remoti della Terra, irraggiungibili con i mezzi tradizionali. L’innovativo progetto è frutto dell’impegno della Solar Ship Foundation, fondata dalla EVE, un ente di beneficenza canadese che opera in Africa. Si tratta di un mezzo capiente e veloce in grado di raggiungere aree dei Paesi in via di sviluppo che non sono collegate alle città e agli aeroporti da strade percorribili, pensiamo ad esempio a territori ricoperti da paludi, da praterie sconfinate e da acquitrini. Il velivolo è dotato di un’alimentazione ibrida, trae infatti slancio per librarsi e mantenere la rotta sia dall’elio che dall’energia fotovoltaica.

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La Solar Ship Foundation è alla ricerca di fondi per realizzare gli speciali aerei solari e addestrare i piloti locali nelle diverse aree in cui si svolgeranno le missioni umanitarie. Se l’associazione riuscirà a raggiungere la quota di un milione di dollari, la nave volante a energia solare potrà spiccare il volo. Non esiste una sola versione del mezzo: i modelli disegnati dagli ingegneri sono infatti tre, ognuno adatto a un tipo diverso di missione e a un contesto geografico preciso.

La Caracal è la nave volante più piccola e veloce: può trasportare fino a 750 kg ed è in grado di percorrere 2.500 km in un giorno. La Chui può trasportare ben 2.500 kg di merci e può percorrere sino a 5.000 km in un solo giorno. Infine la Nanuq, la nave volante più grande: pensate che può accogliere fino a 30 tonnellate di carico e riesce a coprire una distanza di 6.000 km in un giorno.

Tutti e tre i velivoli sono in grado di effettuare le operazioni di decollo e di atterraggio in spazi ridotti, è sufficiente anche una superficie equivalente a un campo da calcio. Un mezzo dinamico che è in grado dunque di sopperire a tre gravi lacune delle aree sottosviluppate e remote: la mancanza di carburante, la scarsità di piste e strade, la difficile reperibilità di medicinali e beni di prima necessità.

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