Un tornado si è abbattuto nel nord della Grecia: sei i morti

Un tornado si è abbattuto nel nord della Grecia: sei i morti

Un tornado si è abbattuto nella zona della Calcidica, nella Grecia settentrionale: sei morti, trenta i feriti.

Venti minuti. Tanto è bastato al tornado che ha investito la Pensiola Calcidica, nell’area settentrionale della Grecia, per provocare una devastazione senza precedenti. Il conto delle vittime è impressionante: sei i morti, una trentina i feriti, tutti turisti della zona (prevalentemente russi, cechi, rumeni).

Come testimoniato dalle immagini che giungono tramite agenzie e social network, nelle diverse località della regione si è assistito a scene tipiche di un film apocalittico. A Cassandra, settanta chilometri da Salonicco, un albero in caduta ha ucciso un cittadino russo assieme al figlio di soli due anni. Nei pressi di Propontida, nell’area occidentale, le fortissime raffiche di vento hanno scaraventato un caravan per diversi metri, provocando la morte di una coppia di villeggianti della Repubblica Ceca. Nella stessa frazione, le violenti folate hanno divelto il tetto di un edificio provocando la morte di una donna rumena e del suo bambino.

Dalle immediate ore dopo la devastazione, nella regione è stato dichiarato lo stato di emergenza. Oltre 140 pompieri sono stati coinvolti nelle operazioni di soccorso, le autorità locali definiscono l’evento “senza precedenti, con venti fortissimi e grandinate”.

L’influenza dei cambiamenti climatici su cicloni e tornado è un aspetto sotto costante osservazione da parte di meteorologi e scienziati. Secondo uno studio di Christina Patricola e Michael Wehner, ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory in California, fattori come riscaldamento delle acque superficiali e concentrazioni di gas serra nell’aria incrementerebbero la violenza di questi fenomeni atmosferici, in una misura che arriverebbe fino al 35 per cento. Il loro lavoro, pubblicato su Nature, si è basato sull’analisi di scenario, simulando al computer il variare delle condizioni generali nell’atmosfera e nei mari dei più recenti uragani americani. Modellando i dati meteorologici con altri compatibili al costante aumento delle temperature medie (come la maggiore umidità generale e l’innalzarsi del livello delle acque), il pool di scienziati ha scoperto un incremento della velocità media delle raffiche di vento fino a 45 chilometri orari. Un dato che spiegherebbe l’intensificarsi della portata di uragani e tornado, e della sempre maggiore imprevedibilità degli ultimi anni, come mostrato da numerose ricerche nell’ultimo decennio.

Ulteriori indizi per spiegare un mondo sempre più sconvolto dall’influenza dei cambiamenti climatici, in una portata che, stando a un rapporto inter-governativo dell’Onu, provocherebbe una crescita media nell’intensità massima degli uragani di circa il 5 per cento questo secolo.

Fonte: Nature

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