Un beluga che dipinge come Picasso

Un beluga che dipinge come Picasso

Un acquario in Giappone organizza un corso di pittura in compagnia dei beluga, ma gli animalisti non sono d'accordo: inutile disturbo per i cetacei?

Una balena è pronta a diventare il nuovo Picasso: è quel che succede in un acquario di Tokyo, dove ai beluga – cetacei dalle caratteristiche simili sia alle balene che ai delfini – sono stati consegnati pennelli, colori e tele.

Accade all’Hakkeijima Sea Paradise, un parco specializzato in intrattenimento marino, e coinvolge i cetacei per celebrare l’autunno, “la stagione dell’arte” nella tradizione giapponese. I beluga, noti per la loro estrema socialità con gli uomini, non verranno ovviamente costretti a lunghe ore di preparazione o stancanti training pur di far felici i visitatori, bensì parteciperanno all’iniziativa qualora lo desiderino. Considerata però l’attrazione di questi animali per giochi e giocattoli, è facile prevedere come non vi saranno défaillance.

L’iniziativa artistica è molto semplice da comprendere: il parco predisporrà delle tele abbellite con degli elementi di decoro – pesci, stelle marine, alghe – e i beluga, armati di pennello, provvederanno alla colorazione. I pittori improvvisati paiono molto eccitati dall’iniziativa che li coinvolge, un simpatico gioco per spezzare la monotonia. E pare abbiano un senso del colore ben definito, tanto che sono in molti ad averli definiti i cubisti del nuovo millennio.

Sebbene il proposito non sembri particolarmente faticoso per gli esemplari coinvolti, gli animalisti si sono però opposti a questa iniziativa. L’usanza di addestrare animali per il pubblico è diffusa in tutto il mondo, ma in Giappone spesso coinvolge anche zoo e riserve acquatiche dove gli animali dovrebbero vivere indisturbati, in un ambiente quanto più possibile simile al loro habitat naturale. Il fatto che questi beluga vengano trasformati in pittori non sarebbe quindi accettabile e in molti, come di consueto sui social network, invitano a boicottare il parco. Come la pensano i nostri lettori? Pratica ingiusta o innocuo passatempo? Nei commenti, le risposte.

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