UE oltre i sacchetti: guerra alla plastica, le nuove norme

UE oltre i sacchetti: guerra alla plastica, le nuove norme

Dopo le polemiche sui sacchetti di plastica bio a pagamento, il Parlamento voterà presto nuove misure anti-inquinamento da plastica: ecco quali.

Dopo il dibattito sui sacchetti biodegradabili a pagamento che ha scatenato non poche polemiche in Italia, il tema torna al centro del dibattito internazionale: il 16 gennaio i membri del Parlamento di Strasburgo si riuniranno per votare un nuovo pacchetto di misure pensato dalla Commissione Europea nel tentativo di contrastare l’inquinamento da rifiuti di plastica e cercare così un modo per salvaguardare meglio il pianeta.

Il pacchetto di misure anti-inquinamento da plastica introduce quattro obiettivi da raggiungere entro i prossimi anni e riguardano nello specifico il riutilizzo e riciclo di tutti gli imballaggi, un tetto che scoraggi la produzione e la vendita di prodotti di plastica come piatti, posate e bicchieri, schemi per garantire che le imprese che realizzano prodotti di plastica ne coprano il trattamento a fine vita.

Inoltre, Bruxelles sta valutando l’introduzione di un divieto all’uso delle microplastiche nei prodotti di cosmetica e nei detersivi, già introdotto in Gran Bretagna sebbene rischi di essere identificato come illegittimo.

Nonostante le polemiche circa l’applicazione dei 2 centesimi per i sacchetti bio di plastica dedicati all’ortofrutta, l’ultima indagine di Eurobarometro indica che la stragrande maggioranza delle persone (72% del campione) ha ridotto in questi anni l’uso delle buste di plastica. Entro il 2019, l’Unione Europea vorrebbe raggiungere un importante obiettivo per la tutela dell’ambiente: -80% di sacchetti rispetto a quanto distribuito nel 2010.

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