Tutela foreste: nessun passo indietro, appello di PEFC per l’Earth Day

Tutela foreste: nessun passo indietro, appello di PEFC per l’Earth Day

Alla vigilia dell'Earth Day 2020 PEFC Italia lancia un appello affinché la ripresa dopo la crisi non passi per una minore tutela delle foreste.

Nessuna marcia indietro sulla tutela delle foreste. A chiederlo è PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), alla vigilia dell’Earth Day. Le celebrazioni per quella che sarà la 50esima Giornata Mondiale della Terra sono in programma come di consueto per il 22 aprile. Il timore è che la necessità di far ripartire economicamente il Paese possa far abbassare la guardia in materia di salvaguardia ambientale.

Occorre avere il coraggio, sostiene PEFC Italia, di ripartire dalla crisi puntando verso la sostenibilità e l’economia circolare. Ha sottolineato Maria Cristina D’Orlando, presidente di PEFC Italia, alla vigilia dell’Earth Day 2020:

L’Europa e l’Italia in particolare, grande importatore e con un importante settore di lavorazione del legno, hanno una responsabilità diretta in questo processo: il legno è la materia prima per antonomasia dello sviluppo sostenibile, ma deve provenire da una gestione sostenibile delle foreste, non dallo loro distruzione. Proprio per questo è importante la certificazione forestale.

Lo sfruttamento insostenibile delle foreste avrebbe prodotto inoltre danni imprevisti. Secondo quanto dichiarato da Antonio Brunori, segretario generale PEFC Italia, in merito all’esistenza di un legame tra sviluppo della pandemia di Coronavirus e distruzione del patrimonio naturale:

Lo sfruttamento non sostenibile del patrimonio forestale è tra le cause prime di tutti gli squilibri ambientali del nostro Pianeta e alcune delle più gravi malattie infettive che l’uomo deve affrontare oggi sono un’ulteriore conseguenza.

Nelle aree tropicali la deforestazione e la compravendita della cosiddetta bushmeat (carne di animali del bosco) possono aver portato più facilmente al contatto tra uomini e animali selvatici, favorendo il fenomeno dello spillover, cioè il salto che permette al patogeno di passare da una specie ospite ad un’altra. La gestione sostenibile delle foreste e la conservazione di spazi dedicati alla salvaguardia degli equilibri ecologici sono invece funzionali al mantenimento della distanza tra determinate specie animali potenzialmente portatrici di infezioni e l’essere umano.

Sul tema è intervenuta anche Maria Cristina D’Orlando, che ha concluso:

È ancora una volta sempre più evidente la necessità di cambiare i comportamenti e gli stili di vita individuali e collettivi, riducendo la nostra impronta ecologica e scegliendo prodotti in grado di assicurare il benessere e il mantenimento degli ecosistemi forestali. Auspichiamo che Europa e Italia sappiano uscire sulla strada della sostenibilità da quella che si preannuncia come la più grande crisi del dopoguerra.

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