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Turismo sostenibile, cresce l’attenzione degli italiani per l’ambiente

Turismo sostenibile, cresce l’attenzione degli italiani per l’ambiente

Turismo sostenibile, italiani sempre più consapevoli del suo significato e dei rischi per l'ambiente: i dati nel 10° rapporto sull'ecoturismo.

Cresce la consapevolezza degli italiani verso il turismo sostenibile. L’83% (+2%) condivide la definizione di “turismo sostenibile” quale attività rispettosa dell’ambiente e che cerca di contenere il consumo di energia e di risorse del territorio. Per il 71% si tratta di un modo di viaggiare “eticamente corretto e vicino alla natura”. Il 43% degli intervistati si è dichiarato disposto a spendere il 10-20% in più pur di salvaguardare l’ambiente.

Questi sono alcuni dei dati contenuti nel 10° Rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo“, documento realizzato dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Noto Sondaggi e la main partership di Cobat. La presentazione si è svolta a Roma in occasione del convegno “Il turismo sostenibile è sicuro. Istituzioni e imprese unite per il rilancio di un settore strategico”, organizzato dalla Fondazione Univerde insieme a Touring Club Italiano. Secondo il presidente della Fondazione ed ex Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio:

Il Governo, nel Recovery Fund, deve realizzare un forte investimento su un turismo che sia davvero sostenibile e capace di ispirare sicurezza e garanzie. Occorre puntare di più sui borghi e sulle aree interne, anche per contestarne uno spopolamento dannoso per l’ambiente.

Per quanto riguarda l’appeal della campagna romana, come meta di turismo sostenibile, l’85% del campione intervistato non sa che la Capitale è il più grande Comune agricolo d’Italia, ma la stragrande maggioranza avrebbe piacere a soggiornarvi. Il contributo che può dare Roma nel rilancio del turismo sostenibile all’aria aperta, intelligente, smart e sicuro è importante.

Destinazioni agricole sostenibili, il caso Roma

Roma rappresenta una spesso insospettata meta turistica per quanto riguarda le destinazioni agricole sostenibili. Come si legge nella nota stampa di presentazione del rapporto:

L’85% del campione intervistato non sa che la Capitale è il più grande Comune Agricolo d’Italia. Il 49% dichiara di essere disponibile ad andare in un agriturismo o dimora nella campagna romana per poi visitare i monumenti di Roma e dintorni, a patto della presenza di comodi collegamenti. Il 25% ci andrebbe in ogni caso mentre il 12% preferisce hotel in zona centrale.

Presente al convegno anche Virginia Raggi, sindaca di Roma Capitale, che ha sottolineato l’importanza della sostenibilità per il rilancio del turismo:

Sostenibilità, qualità e sicurezza sono gli asset per il rilancio del turismo. È fondamentale comunicare ai visitatori che la città rispetta le norme anti-Covid e ha un ventaglio di itinerari alternativi da offrire. La creazione del bollino RomeSafeTourism per le strutture ricettive, la valorizzazione dei percorsi nel verde, la qualità dell’accoglienza e il miglioramento dei servizi in città sono la nostra risposta creativa e resiliente allo shock dell’emergenza sanitaria. Roma ha mostrato un’ottima tenuta, e tornerà traino nazionale del comparto.

Italiani e turismo sostenibile

Diversi sono gli altri spunti offerti dal rapporto realizzato da Fondazione Univerde, Noto Sondaggi e Cobat. Un primo riferimento è per l’idea di turismo degli italiani, che nel 48% è spinta dal desiderio di arricchimento culturale, seguita al 46% dall’esplorazione, al 43% dalla voglia di relax. Seguono svago (39%) e sport (12%). In prima fila arte, storia e cultura (65%), seguiti da natura e paesaggi (63%) e prodotti enogastronomici tipici (25%).

Secondo l’84% degli intervistati un “vincolo di sostenibilità” applicato a un’area turistica riveste il duplice ruolo di necessità e opportunità di sviluppo economico. Per quanto riguarda invece un’eventuale emergenza per i danni all’ambiente arrecabili dal turismo per il 50% si tratta di un problema che coinvolge tutta l’Italia (il 56% nella precedente rilevazione). Il 21% lo ritiene un problema circoscritto ad alcune aree mentre per il 25% il turismo è sempre un’opportunità, mai un problema. La cementificazione edilizia è il principale danno arrecato dal turismo all’ambiente secondo il 59% degli italiani. Segue staccato in maniera netta l’inquinamento (21%).

Tra le strutture preferite perdono terreno B&B e alberghi, mentre cresce il ricorso alle case in affitto. Su questo fronte la scelta avviene (nel 46% dei casi) dopo aver preso informazioni in merito alla sostenibilità della struttura. Quest’ultimo aspetto viene dimostrato per il 58% dalla presenza di pannelli solari, mentre per il 34% dall’adozione di sistemi per il risparmio di elettricità. Il 29% lo associa al risparmio idrico, il 21% all’essere “Plastic-free”.

Turisti attenti anche alla sostenibilità a tavola, valutando in maniera positiva il ricorso a prodotti bio e km 0 (39%). Punti a favore anche per chi offre raccolta differenziata (37%), escursioni ecoturistiche (17%) e ricarica/noleggio di auto elettriche o ibride (12%). Attenzione in generale per riduzione degli sprechi, dei rifiuti e delle emissioni.

L’aspetto della riduzione delle emissioni viene considerato anche al momento di scegliere il trasporto da utilizzare per gli spostamenti. Il 98% ha dichiarato di aver sentito parlare dei danni provocati dalla plastica monouso abbandonata nell’ambiente; per il 77% è un’emergenza sulla quale intervenire con urgenza.

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