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Tumori: fattori esterni decisivi per ammalarsi, sfortuna non c’entra

Tumori: fattori esterni decisivi per ammalarsi, sfortuna non c’entra

Fonte immagine: Pixabay

Tumori non legati alla sfortuna o al caso, ma a fattori esterni e ambientali secondo uno studio italiano: ecco perché la prevenzione è importante.

I tumori non sono un regalo poco gradito della sfortuna. Almeno non secondo quanto affermato dai ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e dell’Università di Milano, il cui studio è stato svolto in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e pubblicato sulla rivista scientifica “Nature Genetics“.

Fattori esterni e ambientali decisivi per la formazione dei tumori secondo lo studio italiano, finanziato dal Consiglio Europeo per la Ricerca (ERC). Risultati in aperto contrasto con quelle che sono state le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori della Johns Hopkins Medical School nel 2016, guidati da Bert Vogelstein, quando hanno affermato che alcune mutazioni (due su tre) erano da ritenere casuali e di conseguenza inevitabili.

Come sottolineato dai ricercatori italiani non sono soltanto le mutazioni a provocare l’insorgenza delle forme tumorali. Un ruolo in tal senso viene recitato da alterazioni più rilevanti come le traslocazioni cromosomiche, come sottolineato da Gaetano Ivan Dellino (ricercatore presso l’IEO e l’Università di Milano):

Studiando le cellule normali e tumorali del seno abbiamo scoperto che né il danno al Dna né le traslocazioni avvengono casualmente: possiamo prevedere quali geni si romperanno con una precisione superiore all’85%. Tuttavia solo una piccola parte di essi darà poi origine a traslocazioni.

La questione centrale, che cambia la prospettiva della casualità del cancro, è che l’attività di quei geni è controllata da segnali specifici che provengono dall’ambiente nel quale si trovano le nostre cellule, e che a sua volta è influenzato dall’ambiente in cui viviamo e dai nostri comportamenti.

tumori

Nessuna inevitabile scure che si abbatte su un impotente destinatario di tale sfortuna, ma fattori ambientali e stili di vita sbagliati che espongono al rischio tumori secondo Piergiuseppe Pelicci, direttore del settore Ricerca allo IEO e docente di Patologia Generale all’Università di Milano:

Ora abbiamo un motivo in più per non allentare la presa sulla prevenzione: nei nostri stili di vita, nel tipo di mondo che pretendiamo, nei programmi di salute che vogliamo dal nostro servizio sanitario, anche nel tipo di ricerca scientifica che vogliamo promuovere.

Prossimi studi riguarderanno anche la presunta inevitabilità delle mutazioni sostenuta da Vogelstein, ha concluso Pelicci, così da verificare se un meccanismo simile a quello individuato dai ricercatori italiani possa essere applicato anche in tali eventualità e quindi escludere del tutto il “caso” dall’insorgenza dei tumori.

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