Trump conferma: USA usciranno dall’Accordo di Parigi

Trump conferma: USA usciranno dall’Accordo di Parigi

Fonte immagine: Wikimedia Commons

Trump ha confermato in un discorso alla nazione la volontà di recedere dall'Accordo di Parigi, i primi passi ufficiali previsti per gli inizi di novembre.

Trump conferma l’uscita degli USA dall’Accordo di Parigi. A confermarlo è il New York Times, secondo il quale il Tycoon avrebbe anche avviato l’iter ufficiale per dare seguito a tali dichiarazioni. Da tempo su posizioni negazioniste per quanto riguarda l’emergenza climatica, il Presidente degli Stati Uniti sembra deciso stavolta a fare sul serio e recedere dall’accordo sottoscritto da Obama nel 2015.

Ormai soltanto pochi giorni separano Donald Trump dalla possibilità di recedere concretamente dall’Accordo di Parigi sul clima. La data fissata per consentire agli Stati firmatari di uscire dal trattato è il 4 novembre. A quel punto sarà necessario attendere un anno prima che l’iter venga completato, ricorda il NYT, facendo cadere la scadenza proprio il giorno seguente all’Election Day USA. In sostanza il documento firmato da Obama potrebbe essere sconfessato da Trump mentre un nuovo presidente potrebbe trovarsi a gestire le conseguenze di tali azioni.

Secondo quanto sottoscritto nel 2015 da Barack Obama gli USA si sono impegnati a tagliare, entro il 2025, le emissioni di gas serra del 28% rispetto ai livelli registrati nel 2005. Un impegno dal quale gli Stati Uniti di Trump sembrano di fatto già essersi chiamati fuori. A cominciare dalle mancate comunicazioni alle Nazioni Unite per quanto riguarda i progressi raggiunti, che l’ONU afferma di non ricevere più da due anni.

Diverse iniziative hanno visto il governo federale guidato da Trump sottrarre ai singoli Stati alcune possibilità di limitare autonomamente le emissioni di CO2. Tentativo di rilanciare l’economia fossile che passa anche attraverso le ultime iniziative del Tycoon in merito alla revoca della tutela di fiumi e aree umide.

Secondo fonti USA la versione finale del “Clean Water Rule” redatto dall’EPA (Ente per la protezione ambientale statunitense) circa il 50% delle risorse idriche verrebbero sottratte alla tutela dei singoli Stati, con il risultato di permettere alle compagnie di scaricare nei fiumi e nelle aree umide senza necessità di permessi relativi al livello di inquinamento prodotto. Autorizzazioni che verranno richieste soltanto in caso vengano interessate le maggiori vie fluviali degli Stati Uniti e non dei loro affluenti.

Fonte: New York Times

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