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Trump: “bombe di cianuro” per ridurre la fauna selvatica

Trump: “bombe di cianuro” per ridurre la fauna selvatica

Fonte immagine: Pexels

L'amministrazione Trump ha autorizzato nuovamente le cosiddette bombe di cianuro, dei dispositivi per ridurre la fauna selvatica, dannosi anche per l'uomo.

L’amministrazione Trump ha deciso di riabilitare dei criticati sistemi di avvelenamento – comunemente noti come “bombe di cianuro” – per ridurre la fauna selvatica. È quanto riporta il Guardian, nell’annunciare un provvedimento che sta generando parecchie polemiche non solo fra i gruppi animalisti, ma anche fra gli esperti di conservazione e di tutela della biodiversità.

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti si occupa ogni anno della contenzione di alcune specie animali, allo scopo di preservare le aree coltivate, di rimuovere eventuali minacce per l’uomo o i centri abitati, quindi per ridurre il numero di predatori in eccesso di esemplari a rischio. Per farlo, si ricorre a diversi mezzi, tra cui le cosiddette “bombe di cianuro”: noti anche come M-44, si tratta di erogatori impiantati nel terreno, capaci di rilasciare del cianuro di sodio non appena un animale selvatico ne rimuove la capsula superiore, utilizzata come esca.

Dopo alcune polemiche passate, e un periodo di revisione, l’amministrazione di Donald Trump ha deciso di autorizzare nuovamente il ricorso a questi dispositivi, nonostante l’opposizione dei gruppi animalisti e di alcuni addetti ai lavori. Così come riferisce sempre il Guardian, infatti, in passato questi erogatori hanno provocato la morte di specie a rischio d’estinzione e di animali domestici, inoltre sono risultati pericolosi anche per l’uomo.

Il caso più noto è avvenuto nel 2017, durante un’escursione di un adolescente in compagnia del suo cane, nei pressi di Pocatello in Idaho. Lungo il percorso, il quadrupede ha scovato uno di questi dispositivi: attirato dall’esca ha rimosso la capsula, venendo investito da una nebulizzazione di cianuro di sodio, morendo sul colpo. La sostanza ha inoltre investito anche il giovane proprietario, il quale è stato ricoverato d’urgenza in ospedale per grave avvelenamento: un fatto che ha spinto i genitori a sporgere denuncia contro i Wildlife Services locali.

Come conseguenza di questo incidente, alcuni stati a stelle e strisce come l’Oregon hanno deciso di vietare l’uso dei dispositivi M-44, una scelta poi ripetuta anche dal Colorado e dallo stesso Idaho. Nel frattempo, il Center for Biological Diversity ha assunto il ruolo di guida nel movimento d’opposizione alla reintroduzione delle “bombe di cianuro”, senza però riuscire a fermare l’amministrazione Trump dalla loro reintroduzione.

Le regole oggi sono più restrittive – i dispositivi non potranno essere installati a meno di 30 metri da strade e sentieri pubblici – ma non sembrano esservi comunque profili di sicurezza sufficienti. Non solo i dispositivi risulteranno facilmente accessibili a specie protette, che rischiano così di vedere ulteriormente decimata la loro popolazione, ma non si può escludere che anche cani e gatti li incrocino, così come eventuali appassionati di trekking o esploratori dei boschi.

Fonte: Guardian

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