Trivelle nello Ionio: polemiche per autorizzazioni

Trivelle nello Ionio: polemiche per autorizzazioni

Fonte immagine: iStock

Autorizzazioni a nuove ricerche di idrocarburi nello Ionio, rischio trivelle secondo i Verdi, immediata la risposta di Luigi Di Maio e di Sergio Costa.

Si riaccendono le polemiche intorno al tema trivelle nei mari italiani. In particolare a scatenare la nuova discussione è una serie di autorizzazioni rilasciate negli scorsi giorni e riguardanti lo Ionio. L’accusa al Governo Conte è del “verde” Angelo Bonelli, a cui si è aggiunto il governatore pugliese Michele Emiliano. Immediata la risposta del vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio e del ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Al centro della vicenda vi sarebbero alcuni “via libera” rilasciati dal Ministero dell’Ambiente ad alcune operazioni di ricerca idrocarburi nello Ionio. A battere inizialmente sul tema il portavoce dei Verdi Angelo Bonelli:

Il ministero dello Sviluppo ha dato il via libera alle trivelle per la ricerca del petrolio nel mar Ionio. La ricerca autorizza l’uso dell’air gun, le bombe d’aria e sonore, che provocano danni ai fondali e alla fauna ittica: è il regalo di Luigi Di Maio alla Puglia e alla Basilicata dopo Ilva e le autorizzazioni alla Shell rilasciate dal Ministero dell’Ambiente.

Duro il commento di Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia, che ha attaccato Di Maio e Costa accusandoli di aver tradito la fiducia di quanti li hanno sostenuti alle ultime elezioni:

La battaglia contro le trivellazioni nei mari pugliesi continua. Luigi Di Maio e Costa come Matteo Renzi e Carlo Calenda, con la differenza che almeno Renzi e Calenda erano dichiaratamente a favore delle trivellazioni, mentre Di Maio e Costa hanno tradito ancora una volta quanto dichiarato in campagna elettorale.

Sul tema è intervenuto lo stesso ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che attraverso un post su Facebook ha sottolineato l’intenzione di impugnare i provvedimenti e chiarito che l’obbligo di firma da parte del Ministero dello Sviluppo Economico attuale deriva da impegni vincolanti assunti dal precedente governo:

Da quando sono ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò. […] Non sono diventato ministro dell’Ambiente per riportare l’Italia al Medioevo economico e ambientale. Anche se arrivasse un parere positivo della commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione. I permessi in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo.

Linea sostenuta anche dal ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che ha sottolineato la volontà vincolante espressa dal precedente esecutivo:

Oggi mi si accusa di aver autorizzato trivelle nel mar Ionio. È una bugia. Queste “ricerche di idrocarburi” (che non sono trivellazioni) erano state autorizzate dal Governo precedente e in particolare dal Ministero dell’Ambiente del ministro Galletti, che aveva dato una Valutazione di Impatto Ambientale favorevole. A dicembre un funzionario del mio ministero ha semplicemente sancito quello che aveva deciso il vecchio Governo. Non poteva fare altrimenti, perché altrimenti avrebbe commesso un reato, ma faremo di tutto per bloccare le trivellazioni volute dal Pd e sono contento se Emiliano impugna.

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