Trivelle: accordo M5S-Lega, ma Costa minaccia di lasciare

Trivelle: accordo M5S-Lega, ma Costa minaccia di lasciare

Fonte immagine: Trivelle in mare / Pixabay

Accordo tra M5S e Lega sulle trivelle nei mari italiani, mentre il secco No del ministro dell'Ambiente Costa riaccende le tensioni all'interno del Governo.

Ancora tensioni nel Governo Conte sul tema trivelle. Malgrado da un lato sarebbe stato raggiunto un accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega per l’inserimento della questione nel Ddl Semplificazioni, dall’altro vi sarebbero state scintille tra la maggioranza e il ministro Costa, che ha minacciato di abbandonare l’Esecutivo ribadendo il proprio no alle trivellazioni e alla riforma della Commissione Via.

La conferma dell’accordo nella maggioranza sul tema trivelle è stata data da Mauro Coltorti, presidente della commissione Lavori Pubblici, in corrispondenza della riunione di ieri. Secondo Coltorti le discussioni proseguiranno ora a commissioni riunite (Lavori Pubblici e Affari Costituzionali), al fine di arrivare oggi alla discussione in Senato.

A tenere viva la tensione è però il secco “No” del ministro dell’Ambiente Sergio Costa al via libera alle trivelle. Dura presa di posizione del generale dei Carabinieri, ora al dicastero ambientale, che ha dichiarato:

Passano per la Valutazione di Impatto Ambientale, e io non le firmo. Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei Carabinieri, lo dico con franchezza.

No del ministro dell’Ambiente Costa anche agli inceneritori, ritenuti inutili per una gestione ecologica ed economicamente valida dei rifiuti:

Volerli costruire è ideologia, non è economico.

Il ministro Costa aveva già espresso nei giorni scorsi un parere fortemente negativo sulle trivelle, dichiarazioni rilasciate in risposta alle polemiche su possibili autorizzazioni nello Ionio:

Da quando sono ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò. […] Non sono diventato ministro dell’Ambiente per riportare l’Italia al Medioevo economico e ambientale. Anche se arrivasse un parere positivo della commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione. I permessi in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo.

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