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Trasformare auto a benzina in elettrica: arriva il decreto retrofit

Trasformare auto a benzina in elettrica: arriva il decreto retrofit

Fonte immagine: Pixabay

Il Dl retrofit autorizza la trasformazione dei veicoli a motore endotermico in auto elettriche.

Le vetture d’epoca, le auto e i furgoni omologati euro O, euro 1 ed Euro 2 con motore benzina o diesel potranno essere trasformati in auto elettriche. La conversione è disciplinata dal decreto retrofit sulla trasformazione dei veicoli a motore endotermico in veicoli elettrici pubblicato l’11 gennaio 2016 sulla Gazzetta Ufficiale.

I veicoli a benzina o diesel potranno essere trasformati in auto elettriche aggiungendo un pacco batterie, un motore elettrico con convertitore di potenza e l’interfaccia per la ricarica. L’Adiconsum ha espresso soddisfazione per la pubblicazione del decreto retrofit spiegando che si tratta di un primo passo importante per incentivare la mobilità elettrica.

In una nota il presidente nazionale Pietro Giordano ha però ricordato che l’Italia ha accumulato gravi ritardi sul fronte dell’e-mobility. Giordano ha spiegato che mentre in Nord America il dibattito attualmente è incentrato sullo smaltimento delle batterie a fine vita in Italia si sta ancora discutendo dell’inadeguatezza delle infrastrutture di ricarica.

Adiconsum invoca una strategia più incivisa per incoraggiare la mobilità sostenibile. In un’audizione presso l’AEEGSI l’associazione dei consumatori ha chiesto di ridurre le tariffe per la ricarica delle auto elettriche e ampliare la rete di colonnine. Secondo Adiconsum la ricarica delle auto elettriche nelle stazioni di rifornimento deve essere rapida, facile ed economica.

I proprietari di veicoli a zero emissioni devono inoltre riuscire a ricaricare facilmente il mezzo anche a casa. Per centrare questo obiettivo Adiconsum invita l’Autorità per l’energia a semplificare l’iter per l’installazione di nuovi contatori e le procedure per l’aumento della potenza.

Per premiare i cittadini che hanno compiuto una scelta sostenibile infine occorre rivedere il Piano Nazionale delle Infrastrutture di Ricarica dei veicoli Elettrici, attualmente inadatto a rispondere alle esigenze dei consumatori. Giordano plaude alle molteplici iniziative avviate dagli enti locali per promuovere la mobilità elettrica tra cui l’esenzione dal pagamento del bollo; i parcheggi gratuiti; il libero accesso alle ZTL e alle corsie preferenziali.

A fronte di questi progressi purtroppo Adiconsum registra anche inspiegabili passi indietro. A suscitare il malcontento dell’associazione dei consumatori di recente è il ritardo accumulato per l’apertura della stazione di ricarica sulla A1, all’altezza della barriera di Roma Sud. I lavori sono stati ultimati, ma la stazione è ancora chiusa con gravi disagi per i proprietari delle auto elettriche.

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