Trappist-1, NASA: nuovo sistema solare con pianeti simili alla Terra

Trappist-1, NASA: nuovo sistema solare con pianeti simili alla Terra

Fonte immagine: NASA

L'annuncio della NASA: scoperto un sistema solare con una stella attorno alla quale orbitano sette pianeti, alcuni con caratteristiche simili al nostro.

A 40 anni luce dal nostro mondo c’è un altro sistema solare, formato dalla stella ultranana fredda Trappist-1 e da sette pianeti (tecnicamente “esopianeti”) che gli orbitano intorno, tutti simili per quanto riguarda dimensioni e densità. Tre di questi sembrano poter presentare caratteristiche simili alla Terra, con la presenza di acqua allo stato liquido e dunque potenzialmente in grado di ospitare la vita in forma organica.

È l’annuncio diramato dalla NASA. La scoperta costituisce una svolta epocale nello studio dello spazio più profondo e spalanca le porte a scenari altrimenti inimmaginabili, in primis per quanto riguarda l’ambito accademico. È stata effettuata nel 2015 all’interno della costellazione dell’acquario, ma fino alla serata di ieri non era trapelato alcun dettaglio, in quanto l’agenzia statunitense ha preferito prima indagare a fondo i dati raccolti.

Le immagini qui allegate sono semplicemente dei render: nei fatti gli scienziati hanno rilevato l’esistenza dei sette esopianeti misurando la variazione della luminosità emessa da una stella quando un corpo celeste le transita di fronte.

TRAPPIST-1 e i sette pianeti in orbita intorno alla stella
Fonte: NASA

La densità dei corpi è ritenuta tale da aver generato strutture rocciose sulla superficie, paragonabili a quelle della Terra. Laddove dovesse poi essere confermata la presenza di acqua allo stato liquido si potrebbe formulare l’ipotesi di aver trovato un pianeta esterno al sistema solare potenzialmente abitabile (o abitato), contando anche le temperature compatibili con la proliferazione della vita.

Al momento è comunque del tutto fuori luogo parlare di colonizzazione, anche considerando l’enorme e incolmabile distanza che ci separa da Trappist-1, pari a 40 anni luce. Una frontiera alla portata del genere umano è invece quella marziana: l’esplorazione del pianeta rosso è pratica ormai consolidata ed entro pochi decenni l’uomo potrebbe mettervi piede.

Scoprire un nuovo sistema solare potrà in ogni caso fornire spunti e informazioni essenziali per approfondire la nostra conoscenza dell’universo, le sue origini e la sua evoluzione. Una curiosità: il nome è un omaggio all’ordine monastico dei trappisti, cistercensi della stretta osservanza.

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