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Tilapia: il pesce più consumato al mondo, ma è rischioso per la salute

Tilapia: il pesce più consumato al mondo, ma è rischioso per la salute

Fonte immagine: Pixabay

Il Tilapia è il pesce più consumato al mondo perché costa poco ed è gradito anche a chi non ama troppo il pesce, ma nasconde alcune insidie: ecco quali.

Si chiama Tilapia ed è un pesce cinese spesso presente sulle tavole di mezzo mondo, ma sono in moltissime le persone a ignorare cosa si nasconde dietro alla sua carne e soprattutto il perché sarebbe bene mangiarlo con attenzione, e in maniera moderata.

Cresce velocemente, costa poco, si presta bene ad essere allevato nelle vasche e ha un sapore poco marcato, quasi insapore, un particolare apprezzato da una grande fetta dei consumatori che non amano il pesce che sa troppo di pesce. Probabilmente per questo motivo è il prodotto ittico più consumato al mondo, nonostante gli ambientalisti non vedano di buon occhio la sua diffusione a causa dell’impatto ambientale che il suo allevamento massivo ha e al carattere invasivo della specie, e nonostante Seafood Watch lo avesse inserito all’interno della lista degli alimenti da evitare.

Come segnalato tempo fa da Businessweek, un rapporto del Dipartimento statunitense all’Agricoltura aveva messo in discussione gli standard cinesi di sicurezza per pesce e frutti di mare d’allevamento: “I pesci sono spesso allevati in acque dove si nutrono sugli scarti di pollame e bestiame”, si leggeva. Pare che per abbattere il più possibile i costi di produzione dei Tilapia, i cinesi li nutrano con il mangime solo quando i pesci sono già cresciuti, mentre quando sono piccoli utilizzerebbero scarti di animali; inoltre, gli esemplari potrebbero contenere fino a 10 volte la quantità di inquinanti organici presenti nella fauna selvatica.

Sebbene dunque il Tilapia possa piacere e costare poco, in discussione sarebbero i metodi impiegati per allevarlo, volti solo ed esclusivamente al maggior risparmio possibile sui costi e ottenere dunque più margini sulle vendite. Considerando ciò e il fatto che il Tilapia non contiene neppure grassi omega 3, la cosa ottimale sarebbe scegliere sempre pesce tracciabile, proveniente da allevamenti certificati.

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