Le tigri in India crescono del 30%

Le tigri in India crescono del 30%

Le tigri in India crescono del 30%: è questo il risultato dell'ultimo censimento sulle popolazioni di felini, segno della bontà dei piani di salvaguardia.

Giungono buone notizie sul fronte della salvaguardia delle tigri in India, una delle specie di felini più minacciati al mondo. A quanto pare, il numero degli esemplari in libertà sarebbe cresciuto di un terzo rispetto a quattro anni fa, quando il precedente censimento è stato condotto. Merito, molto probabilmente, dei programmi integrati per la conservazione di questi grandi animali, che proprio in Asia trovano spesso un destino funesto a causa del commercio di frodo e della medicina tradizionale orientale.

I dati sono stati presentati a margine dell’ultimo censimento sulla popolazione di tigri autoctone, dal Ministro per l’Ambiente Prakash Javadekar. Stando a quanto riportato, il numero degli esemplari rilevati sarebbe salito da 1.706 del 2011 agli attuali 2.226. Un incremento del 30%, un incoraggiante risultato per la protezione di questi animali da tempo a rischio d’estinzione.

Il Ministro ha definito il traguardo raggiunto come “una storia di grande successo”, anche perché l’India è uno dei bacini mondiali per le tigri: stando alle stime, ben il 70% di tutti i felini sul globo vivrebbe in questa regione. Un dato tra l’altro in controtendenza, perché mentre il numero di esemplari cresce in India, diminuisce altrove sotto i colpi del bracconaggio e del mercato nero.

Tra i successi che sarebbero stati raggiunti, un maggiore controllo delle attività di caccia, l’istituzione di aree e riserve protette, nonché programmi per agevolare accoppiamento e riproduzione. Il Ministro, inoltre, ha spiegato l’intenzione di voler donare alcuni esemplari alla comunità internazionale, per progetti di ripopolamento al di fuori dei confini indiani. Buona soddisfazione è stata espressa anche dalle organizzazioni internazionali che operano sul territorio, anche se il traguardo raggiunto non è altro che la partenza per un impegno più profuso di conservazione. Inoltre, si attenderebbe la verifica da parte di organismi indipendenti sui numeri forniti, di conseguenza la notizia è stata comunque accolta con le dovute cautele.

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