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Tigre di Sumatra uccisa da una trappola, colpa del bracconaggio

Tigre di Sumatra uccisa da una trappola, colpa del bracconaggio

Fonte immagine: Greenpeace

Una tigre di Sumatra è stata uccisa da una trappola predisposta da bracconieri: una conseguenza della deforestazione secondo Greenpeace.

Una tigre di Sumatra è stata rinvenuta senza vita, uccisa da una trappola posizionata da bracconieri. È quanto è accaduto all’interno di una piantagione di cellulosa nel Minas Barat, in Indonesia, dove la deforestazione sta portando alla morte di moltissimi animali selvatici.

La trappola potrebbe essere stata predisposta da bracconieri, pronti a qualsiasi mezzo per liberarsi della presenza di grandi felini e altre specie dai campi coltivati.

La denuncia è giunta da Greenpeace, organizzazione che ha deciso di diffondere le immagini della tigre. Ormai esanime, il grande felino è stato adagiato su un drappo: sulle zampe le ferite inferte dalla trappola.

I danni della deforestazione

Secondo quanto riferito dall’organizzazione, la morte di questa tigre sarebbe da attribuire dalla forsennata espansione delle attività umane in Indonesia. Le aree verdi sono sempre più minacciate dalla deforestazione illegale: spesso si ricorre agli incendi per eliminare interi boschi, per far spazio alla coltivazione di palme da olio. Gli animali selvatici vengono così privati dei loro habitat e si spingono sempre più a ridosso dei centri abitati, alla ricerca di cibo e ristoro:

L’espansione, legale e illegale, delle piantagioni per la produzione di olio di palma e cellulosa è una delle principali cause degli incendi che da ormai molti anni devastano le foreste indonesiane, causando gravi problemi di salute alla popolazione e la perdita dell’habitat di molte specie endemiche come la tigre di Sumatra. In natura ne rimangono circa 600 esemplari.

Martina Borghi, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace Italia, ha così commentato il grave fenomeno della deforestazione a livello mondiale:

La deforestazione e la perdita degli habitat costringono le specie selvatiche a un contatto sempre più stretto e conflittuale con gli esseri umani, come successo a questa tigre. Il 31% delle epidemie di malattie emergenti sono legate ai cambiamenti di uso del suolo causati dall’invasione umana delle foreste pluviali tropicali: proteggere le foreste è fondamentale per proteggere la salute del pianeta, delle specie che lo abitano, e in ultima analisi degli esseri umani.

A questo scopo, non può venire meno un’azione di concerto da parte delle istituzioni locali e internazionali, soprattutto per fermare la piaga della deforestazione illegale e del bracconaggio. Così aggiunge Borghi:

Ora più che mai il governo indonesiano deve rafforzare le normative per proteggere foreste e torbiere, mentre le multinazionali devono impegnarsi seriamente a mantenere gli impegni presi e ripulire le proprie catene di approvvigionamento dalla deforestazione.

Fonte: Repubblica

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