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Tesla Model 3 gratis: ecco chi è riuscito a vincerla

Tesla Model 3 gratis: ecco chi è riuscito a vincerla

Fonte immagine: Tesla

Due hacker sono riusciti a trovare una vulnerabilità nel sistema infotelematico della Tesla Model 3 e come premio hanno ottenuto l'auto stessa.

Tesla Model 3 gratis? Qualcuno è affettivamente riuscito ad averla senza spendere nemmeno un euro, anzi nemmeno un dollaro. I protagonisti di questa curiosa vicenda sono i due giovani hacker, Amat Cama e Richard Zhu, che hanno partecipato alla 12esima edizione di Pwn2Own. Trattasi di una competizione organizzata da ZDI (Zero Day Initiative) che vede partecipare hacker da tutto il mondo che si sfidano a trovare il più alto numero di debolezze possibili all’interno dei software.

Tesla aveva deciso di partecipare a Pwn2Own con la sua Model 3 sfidando gli hacker a trovare tutte le possibili debolezze all’interno del software dell’auto elettrica. L’obiettivo della casa americana era molto chiaro. In un’epoca in cui le auto sono sempre più connesse, è importante lavorare molto per eliminare tutti i possibili rischi di sicurezza dei software delle auto. Tesla è da sempre molto attiva in questo settore e nel tempo ha organizzato diversi programmi di bug bounty, premiando gli hacker che riuscivano a individuare falle nel software. Falle che poi venivano corrette dalla società americana attraverso il rilascio di un aggiornamento.

Per quanto riguarda la competizione Pwn2Own, i due hacker facenti parte del team Fluoroacetate sono riusciti a individuare un bug nel browser del sistema infotelematico della Model 3. La scoperta di questa falla di sicurezza ha permesso agli hacker di prendere il controllo del sistema.

Come premio, Tesla ha regalato loro l’auto, un premio non da poco che si somma a quelli in denaro ottenuti durante la competizione. L’azienda di Elon Musk farà tesoro di quanto scoperto dagli hacker risolvendo la falla di sicurezza attraverso un futuro aggiornamento software. La società americana si è detta comunque soddisfatta del fatto che gli hacker abbiano “faticato” a trovare una vulnerabilità, segno che tutte le soluzioni di sicurezza implementate hanno funzionato a dovere.

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