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Tesla Model 3: consegne sotto le attese e crollo a Wall Street

Tesla Model 3: consegne sotto le attese e crollo a Wall Street

Fonte immagine: Tesla Motors

Le vendite sotto le attese della Model 3 e il taglio dei prezzi dovuto alla riduzione dei benefici fiscali ha portato giù le azioni Tesla, che ieri hanno perso circa il 9% del loro valore.

Forse quello di ieri non è stato un mercoledì nero per Tesla a Wall Street, ma in ogni caso il gruppo di Palo Alto non ha vissuto una giornata facile, come conferma il valore delle sue azioni sceso del 9% a chiusura delle contrattazioni. Il motivo è da ricondurre alle difficoltà che il costruttore americano sta incontrando sul mercato interno, con una redditività che appare ancora lontana e uno scetticismo crescente sulla capacità di produrre utili in tempi brevi.

Ad incidere sull’andamento negativo del titolo è stata soprattutto la notizia delle consegne deludenti della Tesla Model 3, la berlina elettrica su cui il gruppo conta moltissimo per aumentare la propria quota di mercato. Il modello ha totalizzato infatti nel terzo trimestre dell’anno appena concluso 63.150 immatricolazioni, piazzandosi al di sotto delle stime che parlavano di quota 63.700 unità. Nel complesso, il marchio ha chiuso con 90.700 veicoli venduti a fronte dei 92.000 attesi.

Agli investitori non sono bastate le spiegazioni diffuse da Tesla, che ha sottolineato come le vetture distribuite nel 2018 sono state quasi pari a tutte quelle vendute negli anni precedenti messi insieme: segno di una crescita della società se non negli utili, quanto meno sotto l’aspetto della penetrazione del mercato.

Ultimo e significativo fattore ad incidere sul crollo di Tesla a Wall Street è stato infine l’annuncio, arrivato insieme alla pubblicazione dei dati delle immatricolazioni, riguardante un taglio dei prezzi di Model S, Model X e Model 3 pari a 2.000 dollari per mitigare gli effetti della riduzione dei benefici fiscali per le vetture a ridotte emissioni voluto dal governo di Washington.

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