Terremoto violento in Alaska, rischio tsunami

Terremoto violento in Alaska, rischio tsunami

Fonte immagine: kickers via iStock

Un terremoto violento ha colpito le coste dell'Alaska, con una magnitudo 7.8: gli esperti hanno diramato un'allerta per il rischio tsunami.

Un potente terremoto ha colpito poche ore fa le coste dell’Alaska e ora gli esperti temono per il rischio tsunami. È quanto rende noto l’US Geological Survey, nel confermare un’attività sismica di 7.8 di magnitudo. Gli esperti a stelle e strisce sottolineano come tutti i terremoti marini superiori a 7.6 sono potenzialmente a rischio tsunami distruttivi.

L’epicentro del sisma è stato identificato a circa 98 chilometri dalla costa di Perryville, a una profondità di circa 10 chilometri. Al momento non si registrerebbero gravi danni materiali né il coinvolgimento di persone. È proprio la ridotta profondità del terremoto a preoccupare i geologi statunitensi, poiché dalle potenzialità distruttive maggiori. Così ha spiegato Allison Chinchar, esperta di meteorologia per la CNN:

Qualsiasi sisma sotto ai 70 chilometri di profondità è considerato superficiale. È un dato importante, poiché i terremoti superficiali spesso causano i maggiori danni, in confronto a quelli più profondi indipendentemente dalla magnitudo.

La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha voluto diramare un’allerta tsunami a pochi minuti dalle scosse telluriche, per avvisare la popolazione locale. L’allerta riguarda l’intera costa sud dell’Alaska, mentre al momento non vi sarebbero preoccupazioni per quella statunitense e canadese. Va sottolineato come la NOAA abbia semplicemente seguito una prassi, come consuetudine in questi casi: tutti i terremoti marini di magnitudo pari o superiore a 7.6 devono essere accompagnati da una specifica allerta, affinché i residenti nell’area possano adottare delle misure preventive di sicurezza.

Così come già accennato, tutte le attività sismiche in mare con magnitudo superiore ai 7.6 possono potenzialmente determinare dei violenti tsunami. Gli effetti si possono notare anche a elevata distanza dall’epicentro del sisma, con onde che possono raggiungere anche i 30 metri, abbattendosi violentemente sulla costa. Non sempre accadano queste conseguenze drammatiche, tuttavia, poiché sembra giochino un ruolo anche altre condizioni, come ad esempio le correnti marine e oceaniche.

Fonte: CNN

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